"Emile aveva lasciato la porta socchiusa. La spinse, si tolse la giacca di pelle e le galosce e salì in camera. Al momento di rimettersi a letto gli venne in mente la cantina: lo sguardo gli si indurì, i lineamenti si contrassero. Scese subito.
Visibilmente nervosa, Marguerite lo seguì fino al pianterreno.
<<Sei stata a prendere la legna?>> le chiese.
<<Dovevo pur riscaldare...>>
Non la stava ancora accusando, ma cominciava a sospettare di lei. In cantina, accese la debole lampadina del soffitto e si mise a rovistare fra le vecchie casse, le bottiglie e i ceppi.
<<Joseph!...>> Lo trovò proprio in fondo, vicino al muro umido, dietro una catasta di legno. Era morto stecchito, con gli occhi sbarrati e il corpo contorto. Sembrava molto più magro che da vivo. Sotto la bocca aveva un po' di bava rappresa e sul pavimento di terra battuta si vedeva del vomito verdastro."
NUMERO PAGINE: 165.
GENERE: Romanzo.
PRIMA EDIZIONE: Gli Adelphi - 2011.
TRAMA:

Emile e Marguerite si sono sposati in tarda età. Entrambi vedovi, hanno deciso di voler condividere la loro vita con un'altra persona. Sono diametralmente opposti però: lui è un uomo dall'appetito vorace, che fuma il sigaro ed è pratico nelle faccende di casa, lei è una signora un po' snob con il naso all'insù, che mangia poco e odia il fumo.
Ma da quando Emile, dopo una pesante influenza, ha trovato il suo gatto morto avvelenato in cantina, non rivolge più la parola a sua moglie. Crede fermamente che dietro alla morte del suo amato gatto ci sia Marguerite: la donna, infatti, non ha mai potuto soffrire l'animale, che si aggirava per casa guardandola sempre di sottecchi e stando sempre appiccicato all'uomo.
Emile non è rimasto a guardare, ma si è vendicato sull'amatissimo pappagallo della moglie.
Da quel giorno i due si odiano atrocemente e in maniera spietata. Condividono gli spazi, ma non la vita. Per comunicare usano dei bigliettini, in cui si ricordano reciprocamente uno gli sbagli dell'altro.
Il mio commento:
Una narrazione crudele, che mette in cattiva luce entrambi i protagonisti. Spinti dall'odio, infatti, sono capaci di atroci silenzi e di terribili pensieri.
Per una gattara come me, vien facile poi provare un senso si repulsione e rabbia per Marguerite, crudele carnefice della morte del gatto (o così ci spinge a pensare Emile e il testo).
Non è un libro molto scorrevole, in quando i dialoghi sono ridotti all'osso, ma è comunque una lettura che riesce a catturare l'attenzione del lettore.