lunedì 5 giugno 2017

"La passione di Artemisia" - Susan Vreeland

"Cercavo di tenere dritte le dita, in modo che guarissero prima per poter dipingere di nuovo. Ma erano ancora infette e infiammate e poi cominciò quel prurito che mi faceva impazzire. Non riuscivo a far altro che camminare su e giù per casa, guardare dalla finestra e studiare i bozzetti che avevo fatto per la Giuditta, l'eroina che aveva salvato gli ebrei."

NUMERO PAGINE: 329-
GENERE: Romanzo storico.
PRIMA EDIZIONE: Neri Pozza Editore - 2002

TRAMA:
Questa è la storia di Artemisia Gentileschi, la prima donna pittrice entrata a far parte dell'Accademia dei pittori di Firenze.
La storia di questa donna è travagliata: si apre in giovane età con lo stupro da parte di Agostino, un pittore amico del padre, che ha abusato di lei. Purtroppo Artemisia è stata sottoposto a un interrogatorio molto lungo ed estenuante per testimoniare la sua innocenza, tra le varie prove ha dovuto sopportare i morsetti che stringevano le sue dita mentre veniva interrogata e la visita di una "ginecologa" dell'epoca davanti al giudice.
Tutte cose queste che hanno segnato negativamente la sua reputazione a Roma, perché, benché vittima, Artemisia fece comunque la figura della donna tentatrice.
Non appena finito il processo il padre organizza per lei un matrimonio lontano da quella città: Firenze, sarà la sua nuova abitazione, culla dell'arte moderna.
Artemisia si innamora davvero di suo marito, che però è troppo invidioso (poiché anch'egli pittore) della sua entrata all'Accademia per primo, e da cui ha una figlia.
La passione di Artemisia sta proprio nell'arte e di come tutto il resto le appaia secondario o privo di importanza.

Il mio commento:
Quest'anno, devo ammettere, che i romanzi storici mi stanno prendendo parecchio. Soprattutto quelli con figure femminili forti e rivoluzionarie, come quella di Artemisia Gentileschi.
Combattiva, appassionata e piena di attenzione per l'arte, così la descrive Susan Vreeland. Una donna di cui ci si potrebbe invaghire, se solo nella sua vita ci fosse posto per un comune mortale, oltre alla sua infinita passione per la pittura e per lo stupore per le opere che incontra nella sua vita.

Per gli amanti del genere "romanzo storico", lo consiglio. 

Ovvio e immediato è per me il paragone con Tracy Chevalier, di cui ho letto quasi tutti i libri, e posso affermare che sono due scrittrici molto diverse: mentre la prima si concentra più che altro sulle passioni dei suoi protagonisti, la Vreeland, invece, tende a creare una panoramica più ampia e dinamica dei personaggi dai tratti psicologici alle storie d'amore.

"Sotto il piumino" - Camille Todd

"Il più delle volte la gente non ti coccola. Non si rende conto fino a che punto ne hai bisogno, e non capisce che basterebbe un abbraccio per farti sentire meglio. Un abbraccio. Solo un abbraccio. Sì, ma il fatto è che gli altri sono completamente schiacciati dal tuo dolore, ne hanno paura. Non capiscono, anche se non hai neppure diciotto anni. Anche se hai dormito con la mamma solo poche ore prima che se ne andasse per davvero, tenendo la sua piccola mano calda stretta nella tua, dicendoti che è la persona che ami di più al mondo e che la sua mano fra poco sarà fredda."

NUMERO PAGINE:123.
GENERE: Romanzo.
PRIMA EDIZIONE: Edizioni E. Elle - giugno 1995.

TRAMA:
Dopo la prematura morte della mamma, Alice solo diciassettenne, si sente sempre depressa e pigra, lontano dal mondo in cui vive.
Suo padre è sempre molto impegnato con il lavoro e il fratello è lontano.
Finita e sorpassata la maturità, Alice viene a contatto con un mondo nuovo e a tratti stimolante: l'università.
Qui fa la conoscenza di una ragazza tutta pepe, che le farà conoscere Vincent, ragazzo di cui si innamora perdutamente.
Malgrado questa nuova storia e vita, spesso Alice cade in momenti di depressione verticali e molto bui e allora torna a rintanarsi sotto il suo caldo piumino.
Ma presto nella sua vita ci sarà qualcosa di totalmente nuovo e inaspettato che le farà cambiare la sua visione del mondo.

Il mio commento:
Un libro scritto in maniera scorrevole e piacevole, nonostante il tema trattato sia molto triste e "duro", come quello della precoce dipartita della mamma.
Mi mancava immergermi fino alle orecchie nel clima scolastico, nella semplicità dei problemi di tutti i giorni, della totale assenza delle responsabilità, del non sentirsi capiti dai genitori.
Siamo d'accordo sul fatto che questo libro non sia un capolavoro, ma per quello che posso dire è una lettura che consiglio, soprattutto nei momenti di "secca", quando la voglia di leggere sembra totalmente perduta.

"L'amico ritrovato" - Fred Uhlman

"Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l'assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti - giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione."

NUMERO PAGINE: 92.
GENERE: Romanzo/Classico.
PRIMA EDIZIONE: Universale Economica Feltrinelli - 1988.

TRAMA:
Quando Konradin fa irruzione nella classe e nella vita di Hans, hanno entrambi sedici anni e frequentano le scuole superiori.
I due sono entrambi tedeschi, appartenenti a famiglie benestanti. Il nuovo arrivato, Konradin, è figlio di una coppia di nobili, mentre Hans è il figlio di una medico ebreo benestante.
Tra i due nascerà un'amicizia delicata e perfetta, che sarà costretta a una brusca interruzione con l'introduzione delle leggi razziali.

Il mio commento:
Alzi la mano chi a ventisei anni non ha ancora letto "L'amico ritrovato".
Io, io! Presente!
Purtroppo non ho avuto il piacere di leggere questo libro prima di ora, ma devo dire che l'ho trovato delizioso e delicato. Nonostante nasconda un finale dolce-amaro, la lettura è scorrevole e piacevole, anche se ovviamente il tema trattato non è dei più semplici da affrontare.

Pasta con pesto di noci vegan

Ciao ragazzi!!! 
Dopo luuuunga assenza, eccomi di nuovo qui! Presto vi svelerò il perché di tanto silenzio e così pochi post quest'anno... Non vi preoccupate, nulla di grave! Settimana prossima vi svelerò l'arcano!
Ultimamente ho cucinato poco, o meglio, ho fatto piatti molto semplici e nutrienti, anche perché ho lavorato parecchio, soprattutto nelle ore serali.
Questa ricetta è da parecchio tempo che aspetta di essere pubblicata, arriva dal sito www.gustoblog.it, che tra l'altro è parecchio carino e vi consiglio di visitare. Io ho modificato il sale... Loro consigliano di usare quello grosso. Io l'ho provata, ma non mi ha per nulla soddisfatto, perché mi pare rimanga troppo spesso e capita sotto i denti (il che è molto poco simpatico!).
Per il resto è molto simile!
Pronti?

Ingredienti:

  • 150 g di gherigli di noci
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 pizzico di maggiorana
  • 1 pizzico di sale fino
  • 50 g di panna di soia
  • olio EVO
  • 1 mestolo di acqua di cottura
  • 180 g di penne rigate

Preparazione:

Mettete le noci in una padella antiaderente, o in forno, e tostatele per qualche minuto, avendo cura che non si brucino.
A questo punto mettete le noci, insieme all'aglio, la maggiorana, il sale e dell'olio EVO nel frullatore e frullate il tutto (io ho tritato il pesto in maniera grossolana, perché mi piace molto la consistenza croccante delle noci).
In una pentola a parte mettete a cuocere le penne rigate, in abbondante acqua salata portata a ebollizione.
Prendete una padella e al composto di noci aggiungete la panna di soia e due mestoli dell'acqua di cottura della pasta, mettetela sul fuoco quando manca un minuto alla cottura della pasta.
Scolate la pasta e aggiungetela al pesto di noci, alzate il fuoco a modalità media, mescolate per due minuti e servite molto calda.
Farete un figurone con un ottimo pesto fatto in casa, ma che vi ha impegnato minimamente!


giovedì 18 maggio 2017

"La camera chiusa" - Maj Sjöwall Per Wahlöö

"Dopo un'ulteriore ora di lavoro i poliziotti erano potuti entrare nell'appartamento, dove erano stati investiti da un tanfo di cadavere e da un caldo soffocante.
Nella stanza, che dava sulla strada, c'era un uomo morto. Il corpo giaceva sulla schiena a circa tre metri dalla finestra, che affacciava su Bergsgatan, accanto ad una stufetta elettrica accesa. A causa del calore, e in considerazione del fatto che in quel periodo faceva caldo, il cadavere s'era gonfiato <<almeno del doppio del volume del corpo>>. Il corpo si trovava in avanzato stato di decomposizione e c'erano vermi in abbondanza.
La finestra che dava sulla strada era chiusa dall'interno e le veneziane erano abbassate.
La seconda finestra dell'appartamento, situata nell'angolo cottura, dava sul cortile. Era sigillata con del nastro per evitare degli spifferi d'aria e sembrava non essere stata aperta da parecchio tempo."

NUMERO PAGINE: 416
GENERE: Giallo.
PRIMA EDIZIONE: Sellerio Editore Palermo - 2010

TRAMA: 
Dopo aver rischiato la vita, l'investigatore Martin Beck, torna in servizio.
Mentre tutto il suo dipartimento si occupa della rapina in banca, lui indaga su un caso di suicidio che è stato archiviato frettolosamente dai suoi colleghi: un uomo è stato trovato con una pallottola in pancia, dopo essere morto da tempo, in una stanza completamente chiusa dall'interno.
Ma se fosse un suicidio non sarebbe stato logico trovare l'arma nella stanza? E' perché un uomo si sarebbe dovuto sparare all'addome, rischiando di rimanere in vita, anziché alla testa?
Queste sono le domande che affollano la testa di Martin Beck e per le quali riapre il caso.

Il mio commento:
Questo libro mi è stato consigliato dalla mia bibliotecaria. Cercavo qualcosa che tenesse vivo il mio interesse per la trama (ultimamente le mie letture vanno a rilento), e lei me ne ha consigliati parecchi.
Effettivamente è un libro che crea costantemente curiosità. I casi su cui indaga la polizia sono parecchi e le storie sembrano soltanto sfiorarsi tra loro. Non è che sia un libro semplice con una narrazione chiara e lineare, intendiamoci, ma onestamente lo consiglierei perché è un libro che "prende" tanto il lettore.

venerdì 5 maggio 2017

"A scuola si muore" - Brunella Gasperini

"<<In palestra c'è un cadavere.>> ripetei: <<Il cadavere di Sandra Biagi.>>"

NUMERO PAGINE: 126.
GENERE: Romanzo/Giallo.
PRIMA EDIZIONE: Bur - Aprile 1978.

TRAMA:
Stefano è un ragazzo che va alle superiori. E' lui che trova il cadavere della sua amica Sandra. La sua Sandra, che ha visto cambiare completamente a causa della droga. Sì, perché Sandra si fa regolarmente di eroina.
Ma non è morta per questo, è morta strangolata. 
Stefano non riesce a capire chi può essere stato e impazzisce all'idea di non averla potuta aiutare. Ma grazie all'aiuto della polizia, il colpevole verrà scoperto.

Il mio commento:
Altro regalo di Dario. :)
E' un libro che, ovviamente, risente del suo tempo. Nonostante sia un pochino ingenuo, ho trovato la storia tutto sommato carina e scorrevole. Si legge velocemente in un pomeriggio e tiene compagnia per il tempo giusto: non annoia inutilmente il lettore con ghirigori narrativi aggiuntivi  e arriva al punto velocemente.

"Parti in fretta e non tornare" - Fred Vargas

" - Ha un problema di peste, commissario?
- Un problema con un esperto di peste, più esattamente.
- Quello che disegna i 4?
- Sì.
- C'entra qualcosa con l'omicidio di ieri?
- Secondo lei?
- Secondo me sì.
- E per quale motivo?
- La pelle nera. Anche se il 4 dovrebbe proteggere dalla peste, non portarla.
- Quindi?
- Quindi presumo che la vittima non fosse protetta. "

NUMERO PAGINE: 330.
GENERE: Giallo/Noir.
PRIMA EDIZIONE: Einaudi - Stile Libero 2004.

TRAMA:
Il commissario Adamsberg è stato avvisato che in un palazzo di un quartiere di Parigi, tutte le porte, tranne una, sono state contrassegnate con un 4, scritto in maniera molto artistica.
Inizialmente non dà peso alla cosa. Anzi gli sembra il disegno di qualche graffitaro della zona.
Comincia a sospettare qualcosa, quando i graffiti duplicano, triplicano e si arrampicano sulle porte di mezzo quartiere.
Mentre mobilita la sua squadra omicidi ad indagare, viene rinvenuto il primo cadavere: è stato coperto di fuliggine, presenta dei morsi di pulce di ratto nella zona del pube e delle ascelle.
Non sarà che questi 4 disegnati sulla porta, l'omicidio e le informazioni che arrivano ad un banditore pubblico non lontano da lì (che ultimamente parlano di epidemia di peste), sono tra loro collegati?
Adamsberg vuole vederci chiaro e chiede consiglio a un esperto in peste e sguinzaglia la sua squadra ad indagare.
Riuscirà a venirne a capo quando tutte le porte di Parigi vengono dipinte con il 4 a protezione della peste e il panico dilaga in città?

Il mio commento:
E' il primo libro che leggo di Fred Vargas e devo dire che mi è piaciuto.
La trama scorre velocemente, ma i passaggi sono descritti accuratamente così come i personaggi e i loro tratti psicologici.
La storia è molto originale, mi è piaciuta in particolar modo la rievocazione della figura del banditore, smarrita nella nebbia del tempo che fu, e il panico che deriva da una notizia come quella della peste che dilaga in una metropoli come Parigi. Incredibile come la superstizione che diciamo di aver dimenticato nel Medioevo, venga nuovamente a galla in un momento di panico, pur di scongiurare la Morte Nera.
E' una scrittrice a cui darò volentieri un'altra possibilità di lettura.