mercoledì 19 aprile 2017

"La peste" - Albert Camus

"Il 28 aprile, intanto, la Ransdoc annunciava una raccolta di 8000 topi all'incirca. L'ansia, in città, era al colmo; si richiedevano misure radicali, si accusavano le autorità, e certuni, possessori di case in riva al mare parlavano ormai di ritirarvisi. Ma il giorno dopo l'agenzia annunciò che il fenomeno era cessato di colpo e che il reparto di derattizzazione non aveva raccolto che un numero trascurabile di sorci morti. La città respirò.
Fu tuttavia in quello stesso giorno, alle dodici, che il dottor Rieux, fermando l'automobile davanti alla sua casa, scorse in fondo alla strada il portiere che veniva avanti penosamente, con la testa china, le braccia e le gambe discoste, simile a un burattino. Il vecchio si teneva al braccio d'un prete che il dottore riconobbe: era Padre Paneloux, un gesuita colto e militante che aveva talvolta avvicinato ed era stimatissimo nella nostra città, anche dagli indifferenti in fatto di religione. Il dottore li aspettò: il vecchio Michel aveva gli occhi lucidi e la respirazione sibilante; non si era sentito molto bene e aveva voluto prendere aria; ma forti dolori al collo, alle ascelle e agli inguini lo avevano costretto a tornare indietro e a chieder aiuto a Padre Paneloux."

NUMERO PAGINE: 246.
GENERE: Romanzo.
PRIMA EDIZIONE: Bompiani - 2014

TRAMA:
Siamo negli anni '40, ad Orano, in Algeria.
Da qualche giorno i topi scorrazzano in città senza ritegno e muoiono a mucchi sui marciapiedi.
Al dottor Rieux, questo fenomeno dà da pensare: che sia l'anticipazione di qualcosa di grande?
Effettivamente dopo poco tempo la città è dilaniata da un morbo terribile: la peste nera.
Interi palazzi e condomini vengono messi in quarantena: ovunque uomini squassati dalla tosse, da febbre alta e da bubboni neri.
Questa epidemia catastrofica ha come risultato che la città venga messa in isolamento.
Totalmente alienati dalla realtà circostante e come unico indice di conoscenza, il numero di morti della giornata, i cittadini di Orano faranno un cambiamento interiore notevole.

Il mio commento:
Se si potesse racchiudere in una parola, "La peste",  quella sarebbe "intenso".
Questo libro ha per me, un legame sentimentale molto forte, perché segna la svolta della mia vita.

La storia è molto densa, a mio avviso va letta poco per volta. 
La lucidità e la vena realistica di Camus nel descrivere la situazione di estrema emergenza e tensione della città di Orano, sono a dir poco fuori dal comune.
Benché l'autore sia molto descrittivo e a tratti prolisso, tutto va a convergere verso il bene finale della trama che si trova, così arricchita in ogni suo anfratto di pennellate di sensazioni.
La sensazione prevalente del lettore è la tensione e la pena per questa cittadina che si trova in breve tempo a dover fare i conti con il mostro della peste. E' tangibile il loro sgomento, ma anche il cambiamento dei personaggi, da singole persone a comunità vera e propria, con un forte senso di empatia per il prossimo.

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