mercoledì 28 novembre 2012

Il circolo del libro propone: "Sly" di Banana Yoshimoto

"Le cose belle, brutte, commoventi o insignificanti, tutte le cose, esistono nello stesso istante e il giorno dopo assumono forma differente. Noi puntiamo la luce su ciò che vogliamo vedere, entriamo in quello spirito e ci avviciniamo verso quel punto."

NUMERO PAGINE: 131, compresi due postscriptum e un piccolo glossario di termini.
GENERE: Romanzo.

L'idea dalla storia è bella. Il modo in cui è scritta meno... Non mi ha trasmesso molto questo libro. E' carino ma non posso dire che mi sia piaciuto. Non riusciva mai a farmi entrare nella storia.

TRAMA:
Kyiose ci racconta per un po' la sua storia. Ci parla del viaggio che fa insieme ai suoi amici, Hideo e Takashi, in Egitto. L'idea del viaggio viene a Hideo in seguito alla notizia che Takashi è affetto da AIDS. Così senza sapere se sono anche loro malati i due amici lo accompagnano in questo viaggio. Scopriranno molte bellezze dell'Egitto e il loro rapporto si stringerà ancora di più se possibile. Si faranno anche un'altra amica durante questa bellissima vacanza.

martedì 27 novembre 2012

"Il ministero dei casi special" - Nathan Englander

"Bisognava essere pazzi, pensò Kaddish, per far coesistere due realtà contrastanti. Per Lillian e Kaddish in Argentina, però, si poteva anche non esserlo. Era vero tutto, e il contrario di tutto. Come nel caso di un figlio vivo e morto nello stesso tempo."

NUMERO PAGINE: 391, inclusi i Ringraziamenti.
GENERE: Romanzo.

Questo è un libro che mi sono fatta consigliare dalla mia bibliotecaria. Volevo leggere un libro bello. Questo è molto di più: è una storia che potrebbe essere stata quella di chiunque in Argentina negli anni '70, quando sparivano intere famiglie inghiottite dal governo e che risultavano poi non essere mai esistite. Si chiamano desaparecidos e si conosce troppo poco di loro e delle loro storie.

TRAMA:
Kaddish litiga con il figlio da quando questo ha imparato a parlare. Pato non appoggia il padre che per mantenere la famiglia cancella dalle tombe i nomi di illustri ebrei figli di puttana e di ruffiani. Lui è l'unico a non rinnegare il suo stato, per questo è invisibile alla comunità ebrea. Kaddish, invece vuole includere il figlio in quello che fa, cosa che li fa continuamente scontrare. Fino a quando quattro agenti della polizia si recano a casa di Kaddish e prelevano il figlio. Al ritorno di Lillian, la madre, si scatena il pandemonio. Cominciano a cercare Pato ovunque ma nessuno vuole dargli aiuto, nessuno, improvvisamente, sa chi è Pato. Mentre cercano il figlio, Kaddish e Lillian,  perdono se stessi e si convincono di due cose diverse: il padre è convinto che il figlio sia morto, ma Lillian continua a guardare dalla  finestra sperando che svolti l'angolo e che torni a casa.
Una storia struggente che mi ha fatto capire quanto siano disposti dei genitori a fare pur di ritrovare loro figlio. Vivo o morto che sia.

lunedì 26 novembre 2012

Scritti Corsari - Araucaima Teater


Questo week-end è stato ricco di appuntamenti con la letteratura. Ieri sera io e Davide abbiamo assistito alla lettura teatralizzata di alcuni articoli scritti da Pier Paolo Pasolini nel corriere della sera e raccolti nel libro "Scritti corsari". La voce eccezionale era di Alberto Salvi, lo accompagnava con la fisarmonica Gino Zambelli. Avevo già provato a leggere da sola "Scritti corsari" ma ho trovato non poche difficoltà: scritti tra il '73 e il '75 è una parte di storia a me sconosciuta, come anche i personaggi che popolano quell'epoca. Quello che ho trovato interessante è che Pasolini ha delle idee che sono innovative, ma diavolo le ha scritte negli anni '70! Vuol dire che la nostra politica e il nostro modo di pensare è fossilizzato!! Vi consiglio di leggere qualche pagina di questa raccolta di articoli scritti da Pasolini.
Sono stati letti:
  • Cos'è questo golpe? Io so. (Corriere della sera, 14 novembre 1973)
  • Il discorso dei capelli. (Corriere della sera, 7 gennaio 1973)
  • Sulla televisione. (Corriere della sera, 4 dicembre 1973)
Ovviamente quando Alberto Savi ha letto per noi è stato sicuramente più facile capire. Pasolini dopo tutto è stato un intellettuale e ha scritto in una maniera abbastanza complessa, o perlomeno per me. Lo spettacolo si è svolto con questi due soli interpreti che hanno incantato il pubblico. Era impossibile non ascoltare le parole pronunciate da Salvi che dava voce a Pasolini. Ci sporgevamo tutti avidi di leggere il prossimo argomento che Alberto scriveva sulla lavagna prima di leggerlo accompagnato dalle note della fisarmonica di Gino.
Senza nessuna pausa Salvi ha cantato "Se fossi Dio" di Giorgio Gaber subito dopo aver letto “Sulla televisone”.

 Si è conclusa così la serata che ci ha lasciato pieni di pensieri sul presente di questa Italia che sembra non aver possibilità di andare avanti e in cui tutte le idee sembrano già viste e sentite.


domenica 25 novembre 2012

Incontro con Niccolò Ammaniti

Ieri, sabato 24 novembre alle ore 18.00, presso l'auditorium Centro Salesiano "Don Bosco" di Treviglio, c'è stato l'ultimo incontro con uno scrittore del Festival dei narratori italiani presente prossimo, organizzato dalle biblioteche della provincia di Bergamo: Niccolò Ammaniti. Quest'ultimo ha avuto un dialogo con Raul Montanari, che ha fatto incalzanti domande e raccontato divertenti aneddoti sulla vita dello scrittore, in una sala, nemmeno troppo grande, in cui erano presenti tantissime persone. Questo è uno dei motivi fondamentali per il quale non sono riuscita a prendere nota delle domande: ero in piedi circondata da tantissima gente! Ma per fortuna, vanto un'elefantesca memoria e vi posso riportare i punti salienti dell'incontro. Per prima cosa Raul ha illustrato la carriera narrativa di Ammaniti, ha citato i suoi libri: dal più vecchio, "Branchie", all'ultimo, "Il momento è delicato", una raccolta di racconti brevi. Si sono soffermati a raccontare la storia molto simpatica del libro "Ti prendo e ti porto via": dopo alcuni giorni che il libro era stato messo in commercio Niccolò ricevette una chiamata da Vasco Rossi, che incantato dal libro gli propose di fare un film insieme. Si incontrarono ma lo scrittore era titubante, il film non lo voleva fare, dopo poco convinse anche Vasco Rossi a desistere. Così il famoso rocker decise di fare dal titolo la sua famosa canzone: Ti prendo e ti porto via, citando Ammaniti nell'album come unico ringraziamento perché lo scrittore non volle soldi. Contemporaneamente uscì "Io non ho paura" un piccolo grande libro di successo di Ammaniti, che scommise con la sua compagna: "Se vendo più di 200.000 copie di questo libro copie ci sposiamo" non credendo minimamente al bum di vendite. Invece "Io non ho paura" sfondò i botteghini e ne fecero un film. (Il libro era proprio nato come sceneggiatura per il grande schermo).
Raul Montanari apre anche un discorso su quanto sia importante e determinante per un uomo l'adolescenza. Dice infatti che l'uomo si forma e raggiunga il suo modo di essere in questi anni. Il collegamento sta nel fatto che spesso Ammaniti parla di adolescenti nei suoi libri e per questo gli chiede il perché di questo tipo di personaggi. Niccolò risponde che l'adolescenza è un periodo duro per tutti. Nessuno ha avuto un'adolescenza serena e facile.E ci ha raccontato un po' la storia dei suoi primi anni di vita: figlio di un padre psichiatra Ammaniti viene allontanato dalla scuola elementare pubblica perché non riusciva a stare al passo con il livello della classe: era mancino e gli insegnanti si erano intestarditi nel farlo diventare destro. Ma non c'era nulla da fare, così il padre indignato lo sposta alla scuola Montessori. Qui resta fino al primo anno di Liceo. Il padre chiese a Niccolò cosa preferiva fare: "Classico o scientifico?" e Niccolò rispose "Quello più vicino a casa.".Era totalmente ignaro della situazione in cui si trovava, infatti andando a scuola si trovava male con i compagni e l'età erano totalmente diverse che si percepiva anche nell'aspetto fisico. Non abituato a svolgere i compiti a casa non li faceva mai. A fine anno, pensando di aver fatto un buon lavoro si trova davanti al giudizio finale: Bocciato. Giura a se stesso di impegnarsi, nell'estate che passa da un anno scolastico all'altro e cambia scuola e modo di pensare: uccide il bimbo che è in lui e tira fuori il ragazzo.
Ci racconta anche di come è nato il suo primo libro "Branchie". Era un universitario iscritto alla facoltà di Scienze Biologiche che  falliva ogni esame. Per non dare un dispiacere al padre però disse che andava bene e che a ogni esame prendeva 28. Il padre molto orgoglioso disse che ormai mancava poco alla tesi, per questo motivo esigeva che Niccolò studiasse nel suo ufficio per non trovare distrazioni futili. Niccolò divorato dai sensi di colpa scrisse una storia triste, invece di preparare la tesi. L'unica a conoscenza dell'imbroglio era la sorella che, letto il racconto disse che era triste e molto brutto. Una sera Niccolò incontrò un suo amico disperato perché doveva pubblicare libri di autori emergenti poiché lavorava in una casa editrice, così quando lesse il suo racconto incompiuto ne fu veramente entusiasta e disse che glielo avrebbe pubblicato una volta finito. Il racconto divenne molto più allegro perché Niccolò ora era felice. Fu costretto a confessare al padre che la sua laurea non era minimamente vicina e si presentò con il libro. Non si parlarono per tre anni.
Niccolò poi ha letto al pubblico in sala uno dei racconti del libro "Il momento è delicato": "Un uccello molto serio". Ci ha fatto veramente ridere!
Raul dice che per scrivere bisogna soffrire. Lo dice sempre nei suoi corsi di scrittura creativa, ma che alcuni scrittori sorridono mentre scrivono. Questo lo ha colto impreparato! Quindi chiede a Niccolò: -Tu mentre scrivi soffri o sorridi?- - Io mentre scrivo mi applaudo anche. A volte penso: Bravo! Davvero notevole!- Con questa risposta ha fatto ridere tutta la sala.
Raul ha concluso chiedendo che cosa avrebbe fatto Ammaniti se non fosse uno scrittore nel mondo delle arti o nel mondo dei lavori comuni. Gli sarebbe piaciuto fare il musicista ma ha affermato di essere la persona più stonata del mondo, mentre avrebbe fatto volentieri l'allevatore di pesci dato il suo forte amore per gli animali e per questi in particolare.



Avendo i libri sparsi un po' tra casa mia, il box, e il box della nonna di Davide non ho potuto far autografare la mia copia di "Ti prendo e ti porto via", con mio grande rammarico. Le foto sono state fatte con il cellulare di mia suocera perché la macchina fotografica nella fretta è rimasta a casa.

giovedì 22 novembre 2012

I love Philadelphia

E' da parecchio che non scrivo ricette... Non ho fatto foto al risultato ma vi garantisco che sono ottimi, veloci e semplicissimi. Ovviamente con la Philadelphia!!! :)

Pasta pesto e Philadelphia.
Ingredienti: (Per due persone)

  • Un piatto colmo di pasta (il mio modo si misurare la pasta cruda!)
  • Acqua di cottura.
  • Due cucchiai di pesto.
  • Quattro o cinque cucchiai di Philadelphia.
  • Sale.
Preparazione:
Mettete a cuocere la pasta (io vi consiglio spassionatamente la pasta corta per entrambe le ricette!) in acqua portata a ebollizione e sale. Una volta giunta a cottura scolate ma salvate un mestolo di acqua di cottura.  Rimettete la pasta, con la sua acqua di cottura, nella pentola insieme alla Philadelphia e al pesto e mescolate il tutto a fuoco lento. Appena si è raddensato un po' potete servire.
 NB: è un piatto che deve avere un sugo morbido.

Pasta fantasia e Philadelphia
Ingredienti:(Per due persone)
  • Un piatto colmo di pasta.
  • Acqua di cottura.
  • Quattro o cinque cucchiai di Philadelphia.
  • Paté alle olive.
  • Tonno.
  • Qualche acciuga.
  • Sale. (pochissimo quando cuocete la pasta la ricetta è molto saporita da sola!)
Preparazione:
Mettete a cuocere in acqua, portata a ebollizione e leggermente salata,  la pasta. Intanto in un pentolino a parte, con un filo d'olio mettete le acciughe. Il risultato dovrà essere che le acciughe siano quasi sciolte. Scolate la pasta e salvate sempre il famoso mestolo di acqua di cottura. Aggiungete paté di olive, Philadelphia e il tonno. Mescolate finché non avrete un sugo morbido. Una volta impiattato mettete sopra la pasta quel favoloso sughetto di acciughe!

Buon pranzo e appetito a tutti! :)

"La somma dei giorni" - Isabel Allende

"La somma dei giorni, dolori e gioie condivise, era già il nostro destino."

NUMERO PAGINE: 315, ringraziamenti compresi.
GENERE:Romanzo autobiografico.

Ecco qui il resto della vita di Isabel Allende dopo la morte di Paula. Questo libro lo definirei pieno di speranza e luminoso. Nonostante il dolore perpetuo della morte della figlia, la scrittrice, ha sempre dei buoni motivi per amare la vita.


TRAMA:
A volte la vita è molto più sorprendente ed entusiasmante del miglior romanzo fantasioso che si possa scrivere. E' questo che Isabel dice nel libro "La somma dei giorni", un'altra lettera lunghissima che scrive alla figlia Paula che non c'è più in questo mondo. Le racconta del suo dolore per la sua perdita, ma anche dei suoi incantevoli nipoti e della vita di suo fratello Nico. Racconta di tutte le persone che entrano ed escono dalla loro grande famiglia e tribù. Prega sua figlia di consigliarle e indicarle la strada. Ma anche in quelle situazioni in cui tutto sembra destinato ad andar male, Isabel trova sempre la forza di rialzarsi e stare accanto alla sua famiglia. Un libro intenso che ci fa sentire un po' tutti più vicino ai nostri cari.

sabato 17 novembre 2012

"Paula" - Isabel Allende

"Undici anni fa scrissi una lettera a mio nonno per dargli l'ultimo saluto nella morte, questo 8 gennaio 1992 ti scrivo, Paula, per riportarti alla vita."

NUMERO PAGINE: 326.
GENERE: Romanzo.

Avevo voglia di leggere qualcosa della mia adorata Isabel, ma in verità volevo evitare "Paula" per il momento...non mi chiamava ancora. Sapevo che era una storia molto sofferta in cui la scrittrice raccontava il periodo triste che vedeva la malattia e la morte della figlia Paula. 
In biblioteca, quindi, ho preso "La somma dei giorni" e arrivata a casa ho visto che era un rimando a... "Paula". Allora a quel punto ho pensato che fosse destino... e sono tornata indietro a prendere questo libro che ho sentito davvero molto.

TRAMA:
Il libro nasce come una lettera scritta da una madre a una figlia in coma. Isabel scrive per Paula e le racconta la storia della loro famiglia. Le scrive della storia dei suoi nonni, poi della sua vita: di madre, scrittrice e di fuggiasca dal suo paese, il Cile, in cui c'era un regime dittatoriale e lei era sulla lista nera. Nella seconda parte del libro, le speranze che Paula si svegli dal coma sono praticamente nulle. Scrive quindi al lettore della sua angoscia. Crede che Paula si risveglierà e cerca ogni cura, chiama ogni dottore, santone e stregone per salvare sua figlia. Poi Paula le appare in sogno e le dice che è pronta per essere lasciata andare ma che non riuscirà a morire se sua mamma non crede che lei stia andando verso una nuova serenità. Questo permette a Isabel di accettare il destino della figlia.