venerdì 17 aprile 2015

Farro veloce e facile

Per fortuna la bella stagione si avvicina!
Vi dirò: mi sono messa un po' a dieta, accantonando la pasta e riducendola ad un paio di volte a settimana, concedendomi il lusso della pizza una sola volta a settimana ma quella fatta in casa, e se esco a mangiare posso fare lo strappo alla regola. Quindi: no dolci, no bibite, poco sale, zucchero inesistente e pochissimi carboidrati. Sì a verdura e frutta di stagione: tante insalate a pranzo, una mela o un frutto in ufficio e alla sera verdura in quantità industriale.
Quindi questo farro è in realtà un pranzo che "canta fuori dal coro", nel senso che è un'eccezione al mio regime alimentare attuale. Ho già perso un chilo questa settimana. 
Comunque, manco a dirlo, oltre che ad essere facile e veloce, questo farro è buonissimo!

Ingredienti: (per due persone)

  • 250 g di farro
  • 2 cucchiai di olive denocciolate
  • 15 pomodorini
  • Olio EVO
  • sale qb

Preparazione:
Cuocete in abbondante acqua salata, portata a bollore, il farro in una pentola.
In una padella mettete pomodorini tagliati a spicchi e fateli appassire con il solo loro succo per un minuto, aggiungete a questo punto le olive e fate insaporire i pomodorini con queste.
Scolate il farro e unitelo alla padella delle verdure, mescolate bene e a fuoco bassissimo continuate la cottura per due minuti. 
Spegnete il fuoco, e servite il farro con un filo d'olio a crudo.

lunedì 13 aprile 2015

"La vita accanto" - Mariapia Veladiano

"Nascere brutta è come nascere con una malattia cronica che può solo peggiorare con l'età. In nessun momento della vita il futuro promette di essere migliore del presente, non ci sono ricordi belli da cui ricavare consolazione, abbandonarsi ai sogni significa procurarsi un supplemento di dolore."

NUMERO PAGINE: 163.
GENERE: Romanzo.
PRIMA EDIZIONE: (Einaudi) 2011.

Lettura a due con il mio amico Dario, conosciuto su Anobii da ormai un anno.
Questo libro fa gola. Le aspettative sono alte, perché l'argomento della bruttezza e dell'emarginazione sociale di riflesso, non è trattato spesso. 
E poi il libro... mediocre. Non ci sono apici, ne picchi. E' doloroso, ma fine a se stesso, la storia a tratti poco realistica, il finale raffazzonato, sbrigato in breve. Chissà uno cosa si aspetta del resto: il lieto fine? Non io, che di lieto fine non mi ingozzo. Forse è la sostanza quello che manca, sì perché tra le mani si ha un abbozzo di storia, che poteva essere approfondito, studiato, amato e odiato con più foga, con più parole.
Sono rimasta un po' spaesata, in mezzo a un argomento su cui si poteva spendere qualcosa in più, su una storia appena nata e già finita.
Il libro, sia chiaro, non è totalmente da buttare, ma poteva essere meglio, tutto qui.
Lo consiglio? Nì.

TRAMA:
Rebecca è una bambina brutta. Ha una mamma che è in depressione dalla sua nascita, non parla ne si muove, non interagisce con la bambina.
Rebecca cresce con un padre assente e distratto preoccupato per la bruttezza della bambina, pronto a proteggerla a qualsiasi costo, tenendola in casa isolata dal mondo. Le solo figure di riferimento di Rebecca sono la estrosa Zia Erminia, sorella del padre, e la tata e governante Maddalena che la ama con l'amore del bisogno, dopo la perdita dei suoi bambini e del marito.
Rebecca rimane isolata fino a quando non incontra Lucilla il primo giorno di prima elementare, una bimba grassa che va al di là della sua bruttezza. Rebecca si sente sola finché non scopre la musica, unica ancora di salvezza in un mondo di brutture umane, in cui l'aspetto fisico è più importante del cuore.

giovedì 9 aprile 2015

"Hamburger & miracoli sulle rive di Shell Beach" - Fannie Flagg

"Quello che state per leggere mi è accaduto davvero... o forse no non ne sono sicura. Ma non importa... perché è comunque vero."

NUMERO PAGINE: 305.
GENERE: Romanzo (Diario).
PRIMA EDIZIONE: (Sonzogno) Settembre 1993.

Mentre ispezionavo gli scaffali della biblioteca mi è capitato questo libro sotto al naso. Reduce da una lettura che mi era piaciuta a metà della Flagg lo scorso anno, non ero convinta al cento per cento. Ma sono anche dell'opinione che se un libro ti si presenta proprio così, allora è anche il vostro momento per stare insieme. E così è stato, infatti. 
Un libro leggero, solare, che fa sorridere e ridere delle avventura della piccola Daisy Fay Harper. Anche la modalità di scrittura a diario mi è piaciuta, anzi a mio avviso, spesso aiuta il lettore a procedere più speditamente. E' da tanto che non leggevo un libro così frizzantino, così leggero e carino allo stesso tempo.
Penso che cercherò il più famoso di Fannie Flagg "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" a breve, in modo da potermi gustare anche questo libro.
Ve lo consiglio, soprattutto se siete in uscita da un periodo di letture fiacche o pesanti. Vi tirerà su il morale!


TRAMA:
Quello che state per accingervi a leggere è il diario della ragazzina undicenne Daisy Fay. Daisy ha una famiglia alquanto strana: un papà ubriaco per la maggior parte del tempo, una mamma ansiosa e preoccupata per il genere di vita che il marito la obbliga a condurre con la figlia, una nonna appassionata di bingo e il migliore amico di papà, Jimmy Snow, che gli fa compagnia nel bere. Quando il padre dice alla famiglia che deve trovare cinquecento dollari per aprire un bar, lontano da casa loro, precisamente a Shell Beach, Florida, la moglie arriccia il naso. Ma accompagnando la nonna al bingo riesce a vincere i soldi necessari affinché possano partire. 
A Shell Beach, le cose pian piano, cadono catastroficamente in frantumi: il bar dopo la stagione estiva e il continuo ubriacarsi del padre di Fay fallisce, la madre stanca della vita senza stabilità del marito torna accanto a sua madre e Daisy e il padre rimangono senza soldi... Almeno fino a quando il padre non troverà un nuovo lavoro e lo perderà ancora per il vizio del bere.
Questa è la storia di Daisy Fay dal 1952 fino al 1959. La troviamo bambina, la lasciamo donna.

lunedì 6 aprile 2015

Il circolo del libro consiglia: "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" - Audrey Niffenegger

"E' dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov'è e se sta bene. E' dura essere quella che rimane."

"Quand'ero piccola attendevo con ansia di vederlo. Ogni sua visita era un evento. Adesso ogni assenza un non evento, una sottrazione, un'avventura di cui sentirò parlare quando il mio avventuriero si materializzerà ai miei piedi, sanguinante o fischiettante, sorridente o scosso dai brividi. Adesso, quando se ne va, ho paura."

NUMERO PAGINE: 503.
GENERE: Romanzo fantastico.
PRIMA EDIZIONE: (Oscar Mondadori) gennaio 2006.

Libro scelto da me per questa turnazione del Circolo. 
Devo ammettere che ho avuto un blocco iniziale  per il numero di pagine "mastodontico" del libro. Forse perché quest'anno ho letto molti libri alti, forse perché avevo "fame" di storie corte, sta di fatto che è rimasto in stand by per quasi due settimane sul mio comodino a fissarmi, mentre altri tre libri venivano divorati. 
Quando l'ho ripreso però non ho più saputo fermarmi... Bello, bello da far stringere il cuore, vero e incredibilmente delineato. Anche se è un libro con una storia di fantasia, Henry che viaggia nel tempo, i sentimenti, i pensieri di Clare sono esageratamente reali, segnano il cuore. Come donna non ho potuto far nient'altro che immedesimarmi in lei in ogni suo dubbio, ogni pensiero d'amore, di ribellione, di sofferenza. 
Consigliato? Assolutamente sì.

TRAMA:
Clare ha sei anni ed Henry trentasei la prima volta che si incontrano. Appare davanti a lei nudo e dice di venire dal futuro.
Anche se Clare non lo sa, al momento, quello che ha davanti è il suo futuro marito, che ha la peculiarità di viaggiare nel tempo. Durante l'infanzia e l'adolescenza di Clare, Henry, appare spesso sempre nudo ma con età diverse: infatti Henry lascia tutto ciò che indossa e che non fa parte del suo corpo nel luogo da cui scompare, e non sa mai quando viaggerà e dove si troverà nel tempo.
Clare si innamora presto di Henry, ma prima di incontrarlo nel presente deve passare del tempo. Quando Clare finalmente lo incontra nel presente, lui non la conosce perché non l'ha ancora incontrata fino a questo momento, solo in età più adulta infatti Henry viaggerà nel passato della moglie.
La storia è quella di due persone che si amano ma che sono continuamente osteggiati dal tempo che risucchia Henry nel passato...

giovedì 2 aprile 2015

Idee per una pasqua vegetariana! Cocotte di melanzane

Piatto, o meglio terrina, che ha preparato mia mamma seguendo le indicazioni del nuovo programma, "Molto bene", di Bendetta Parodi. Buone, anzi da leccarsi i baffi! Spero di riuscire a scrivere ancora qualche ricettina per Pasqua, ma sono sicura che se sbircerete nel mio blog, sotto l'etichetta "Cucina" troverete sicuramente qualche ottimo piattino originale, semplice e veloce a prepararsi. Spero di riuscire a scovare qualche antipasto d'impatto visivo! Adoro far provare gusti diversi ai nostri parenti onnivori! 
Queste cocotte sono ottime servite come primo piatto, ma anche come seconda portata. Sono molto versatili, e ricordate che se non siete amanti delle melanzane potete utilizzare le zucchine. Io ho apprezzato molto l'amaro della melanzana unito al dolce del pomodoro e al cremoso e filante della mozzarella. 
Le cocotte fanno sempre il loro figurone a tavola, questo è da dire... In più queste lasceranno di stucco anche i commensali, per il loro sapore!!

Ingredienti: (per sei cocotte)

  • 2 melanzane
  • 3 mozzarelle
  • 1 latta di polpa pronta 
  • 1/2 bottiglia di salsa di pomodoro
  • 1 cipolla
  • sale
  • olio EVO

Preparazione:
Dopo aver lavato e tagliato a cubetti di circa 1 cm le melanzane, mettetele con un filo d'olio, a coperchio chiuso in una padella.
Intanto che la melanzana appassisce, prepariamo la salsa di pomodoro. Tagliate finemente la cipolla e fatela imbiondire, a coperchio chiuso (diventerà più morbida), e aggiungete la polpa di pomodoro e la salsa, un goccio d'acqua, salate e fate cuocere per un quarto d'ora. 
Quando il sugo è pronto e anche le melanzane sono cotte, preparate le vostre cocotte sulla teglia da forno. Ponete un po' di pomodoro sul fondo, le melanzane, con la mozzarella tagliata a dadini e ancora il pomodoro. 
Infornate per una ventina di minuti a 180° e servite subito.

mercoledì 1 aprile 2015

Frittata di carote ed emmental

E' da mezzo secolo, almeno, che non faccio una frittata. Non amo in maniera particolare le uova in più non voglio abusare di ciò che le povere galline sono costrette a donarci. Ieri sera però, memore delle uova fresche in frigorifero, ho deciso di fare un frittata veloce. Mia mamma sosteneva che non si è mai vista una frittata di carote, ma io ricordavo di averla mangiata e vista... E poi anche se nessuno nel mondo ci avesse pensato (dico quante probabilità c'erano che nessuno accostasse due ingredienti base, semplici e sani?!) avrei tentato comunque (non che fosse 'sta impresa ma lei sosteneva che sicuramente sarebbe rimasta asciutta). Invece su internet ci sono molte ricette e varianti di questa deliziosa frittata, e a dimostrazione del fatto che le mamme non hanno sempre ragione. Infine la frittata era davvero buona!

Fonte: un po' qui e lì in rete.

Ingredienti: (per una frittata cotta in una pentola da 28 cm)

  • 5 carote
  • 4 uova
  • 4 fette di emmental o formaggio a scelta
  • olio EVO
  • sale e pepe

Preparazione:
Pulite e raschiate le carote, poi tagliatele a rondelle. Mettetele nella pentola con un filo d'olio e il coperchio per circa cinque minuti, stando attenti che non attacchino alla pentola. 
In un piatto rompete le uova e sbattetele energicamente con una forchetta, mischiate il formaggio sminuzzato,salate e pepate e aggiungete il composto, alle carote.
Lasciate cuocere la parte sotto della frittata e quando l'uovo si sarà leggermente rassodato anche sopra, giratela. Io mi aiuto con il coperchio perché non riesco a farle fare "il salto"!
Potete servirla subito o usarla a quadrotti come aperitivo!

"Milioni di milioni" - Marco Malvaldi

"- La signora presenta alcune emorragie petecchiali, all'interno della sclera. In più, ci sono segni tipici, delle ecchimosi, sulla mucosa delle labbra, causate dalla pressione dei denti in seguito all'occlusione forzata delle vie aeree. In parole povere...
Il dottore guardò Piergiorgio senza parlare. Mi ci hai messo te in questo casino, sembrava dire. Poi, dopo aver sospirato, terminò.
-... la signora Zerbi Palla è stata soffocata. "


NUMERO PAGINE: 196.
GENERE: Romanzo giallo.
PRIMA EDIZIONE: (Sellerio editore Palermo) 2012.

Quanto mi mancava Malvaldi? Troppo. Infatti, l'altra mattina, obbiettivo biblioteca a fare scorta di libri corti e scorrevoli, ho trafugato gli ultimi due volumi che la biblioteca aveva di Marco. Questo scrittore nei suoi libri mi rende partecipe, mi sembra di avere un amico, particolarmente abile nel raccontare e brillante nel fare umorismo, che conosco da sempre. Sono contenta di aver conosciuto la sua scrittura, ancora di più di poter leggere con immenso piacere i suoi lavori. Fortunatamente ne ho ancora qualcuno da leggere, i più sono raccolte di racconti insieme ad altri autori. 
Questo libro, in particolare, si legge bene e velocemente. E' vero: non ha lo stesso sprint della serie del BarLume, ma ha comunque qualcosa che lo identifica come un buon libro.
Consigliato caldamente.

TRAMA:
Piergiorgio è uno scienziato, chiamato in un piccolo paese della Toscana, Montesodi Marittimo, insieme a Margherita, un'altra ricercatrice che non conosce (ma con cui approfondirebbe volentieri la conoscenza) , per testare la genetica della popolazione. Qui a Montesodi Marittimo si concentrano molte delle persone più fisicamente forti, tanto da meritarsi il titolo di "Paese più forte d'Europa". Gli abitanti hanno spesso il cognome doppio, ed è quasi sempre Palla. Piergiorgio e Margherita sono qui per scoprire se ci sia un collegamento ereditario tra la forza fisica e il cognome. 
Mentre sono ospiti, una violenta tormenta di neve si abbatte sul paesello che costringe le persone a rimanere chiuse in casa, spesso bloccate dalla neve. E' proprio dopo la notte di tormenta che Piergiorgio facendo capolino in salotto, nella casa della signora Zerbi Palla, che lo ospita, che la trova morta. Dopo aver chiamato medico, sindaco e maresciallo, fa loro presente che non si tratta di morte naturale, ma che qualcuno l'ha soffocata nel sonno...