mercoledì 14 novembre 2012

Le 10 regole del lettore!

Sono una persona estremamente pignola e metodica. Sono spesso in anticipo, e rispetto sempre i tempi di consegna. In biblioteca non consegno mai un libro in ritardo, se non riesco a finirlo nel mese lo rinnovo, anche se mi serve solo per un paio di giorni in più. Non sopporto i ritardatari (anche se il mio ragazzo è il loro capostipite) e le persone che cercano scuse per non aver finito in tempo una determinata cosa. Sono così da sempre. Fin da quando sono bambina non mollavo un libro finché non l'avevo finito, anche se non mi piaceva. Immaginate la mia felicità quando ho trovato le dieci regole del lettore, scritte da Daniel Pennac!
Visto che le ho trovate fantastiche e utili ho deciso di scriverle qui! Sono molto simpatiche!
Eccole:


  1. Il diritto di non leggere.
  2. Il diritto di saltare le pagine.
  3. Il diritto di non finire un libro. (Questa la applico raramente e con grandi rimorsi!)
  4. Il diritto di rileggere.
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
  6. Il diritto al bovarismo. (Oppure, il diritto di leggere senza regole.)
  7. Il diritto di leggere ovunque. (Questa è la mia preferita!!)
  8. Il diritto di spizzicare.
  9. Il diritto di leggere ad alta voce.
  10. Il diritto di tacere.
Vi auguro buone letture!!!

domenica 11 novembre 2012

Gatti e amici

Benché si dica che i gatti siano animali schivi e solitari, chi ha gatti in casa sa benissimo che così non è. Allora vi farei una carrettata di possibili combinazioni tra gatto e amici.

Gatto & Gatto.
Combinazione che potrebbe sembrare perfetta ma... c'è un ma. I gatti si capiscono al volo e se crescono insieme vanno d'accordo e diventano amici per la vita. Nel caso però che venga introdotto un nuovo gatto in una casa in cui c'è né già un altro le cose si complicano. Il motivo è semplice: il gatto è molto territoriale e non accetta nessun intruso all'interno del suo territorio più prezioso: la SUA casa. Come sapete Chicco è stato introdotto dopo tempo nell'ambiente di Pimpi. Cosa abbiamo fatto? All'inizio li abbiamo divisi. Chicco chiuso in una camera , quando noi non eravamo a casa. Quando, invece, eravamo in casa li lasciavamo liberi di annusarsi, sempre tenendoli sotto controllo, perché Pimpi voleva subito mettere in chiaro chi era il padrone dell'ambiente.
 Insomma con un po' di pazienza e tenacia da parte nostra è possibile introdurre un nuovo amico nell'ambiente già occupato da un altro gatto, con grande successo.

Gatto & Umano.
Verrebbe da ridere a pensarci... Se noi vogliamo possiamo andare d'accordo con un gatto.
Abbiamo abbastanza intelligenza per entrambi? No. Ci crediamo tanto intelligenti ma spesso siamo solo molto superficiali. Quando prendiamo un gatto stiamo firmando un contratto: ci occuperemo di lui per tutta la vita, ci prenderemo cura di lui quando sta male e  non lo tratteremo male. Ora se fate parte di questa categoria di persone e siete seriamente convinti che il gatto non sia un peluche, dovrete adattare al meglio la vostra casa per il nostro amico peloso. Cercate di capire di cosa ha bisogno ma non preoccupatevi troppo: anche se non hanno la parola si fanno capire benissimo. Non credete che loro non vi capiscano e stabilite delle regole in casa. Vedrete che con pochi accorgimenti vivrete benissimo insieme.

Gatto & Cane.
La coppia più famosa per non andare d'accordo in assoluto! In realtà i gatti e i cani non vanno d'accordo per il semplice fatto che non si capiscono. Provate a pensarci un po': il gatto con le orecchie in alto indica che è ricettivo e ben disposto,il cane al contrario sta per attaccare; se il gatto muove la coda è nervoso e non vuole essere toccato, il cane dimostra felicità; se il gatto ha le orecchie all'indietro sta in allerta ed è pronto ad attaccare, il cane con le orecchie basse è tranquillo. Capite quindi che loro appartengono a un mondo di gesti completamente opposto. Se però crescono insieme impareranno facilmente a capirsi, e con un po' di pazienza e costanza anche quando sono ormai grandi. Un piccolo consiglio: se dovete scegliere chi introdurre per primo in un ambiente scegliete il cane: non farà fatica come il gatto a dividere il suo territorio con un nuovo amico.

Gatti & altri animali.
Il web pullula di storie di gatti che allattano cani, scoiattoli, topi e chi più ne ha più ne metta. Gli animali, lo sappiamo, hanno una sensibilità tutta speciale verso i loro amici in difficoltà. Esperienze dirette io non ne ho... Ho visto soltanto il gatto di mio papà con il coniglio...Lui diceva che giocavano insieme ma a me sembrava che il gatto volesse papparselo!!  Non dimentichiamoci, infatti che per quanto un gatto possa essere socievole è prima di tutto istintivo, e se in condizioni normali, gli viene messo davanti un topo reagirà nel modo che gli suggerisce la sua natura: mangiandolo.



venerdì 9 novembre 2012

"Dialogo di una prostituta con un suo cliente e altre commedie"- Dacia Maraini

"CLIENTE: Io, guarda, potrei perfino sposarti.
MANILA: Sì, per fare la prostituta a tempo pieno, no, grazie.
CLIENTE: Un uomo ti offre la sua libertà e tu la rifiuti così?
MANILA: Non la voglio la tua libertà. Me la rinfacceresti a ogni ora del giorno e della notte.
CLIENTE: Ma allora perché non lavori, potresti fare la dattilografa, come la mia ragazza, vuoi che ti aiuti a cercare un posto?
MANILA: Sì, per fare la prostituta d'azienda, no, grazie.
CLIENTE: Potresti fare la commessa.
MANILA: Sì, prostituta di negozio, no, grazie.
CLIENTE: Ma perché non ti accontenti mai? Sembra che la donna non può far altro che la prostituta.
MANILA: L'hai detto, occhio di serpente, la donna può solo decidere di prostituirsi in pubblico o in privato, per la strada o in casa, chiaro?"

NUMERO PAGINE: 153.
GENERE: Commedie teatrali.

Un altro libro che avevo tra le braccia in biblioteca quella famosa mattina! Leggere le opere teatrali mi ha sempre divertito molto. Recito tutti i dialoghi nella mia testa, con varie sfumature di toni e con voci differenti. Queste commedie, pur essendo molto ironiche,hanno un fondo amaro.

Che commedie trovate nel libro?
Sono tre:
  • Dialogo di una prostituta con un suo cliente, (1973) atto unico, è il primo che incontrate. In questo scambio di battute vedremo che Manila cerca in tutti i modi di non diventare merce del suo cliente, che a sua volta usa delle parole dolci per far cadere la prostituta ai suoi piedi e non pagarla. Manila però è cosciente del fatto che il cliente sta usando il suo fascino per possederla e riesce a smascherare le sue vere intenzioni.
  • Due donne di provincia, (1978) atto unico, è il secondo che ho letto. E' la conversazione di due amiche che si ritrovano a casa di uno dei nipoti delle due. Quella che potrebbe sembrare una frivola chiacchierata si trasforma però in rabbia malcelata, in cui le due donne si confidano i doveri che devono assolvere verso le loro rispettive famiglie.
  • I sogni di Clitennestra, (1978) due atti, è la commedia conclusiva e la più ricca di personaggi. Lo scenario è quello di immigrati Siciliani a Prato. Elettra figlia devota a un padre andato lontano per recuperare i debiti e Clitennestra madre ribelle, si scambiano idee su quello che una donna dovrebbe essere o non essere in una famiglia. Tra pazzia e morti, la storia si attorciglia a quella della tragedia greca.
Quella che ho trovato più difficile descrivere (e prima di tutto capire!!) è l'ultima opera.

giovedì 8 novembre 2012

Classica...MENTE parlando: "Il sogno di una cosa" - Pier Paolo Pasolini

Finalmente un classico!! Mi mancava moltissimo leggerne uno!!Devo dire però che mi sono avvicinata con timore a Pasolini... Non so perché, ma ai miei occhi emanava un aura molto grande e avevo un po' paura che mi risultasse pesante o incomprensibile la sua scrittura. Invece mi ha completamente meravigliato: leggetelo!! E' davvero un ottimo punto di partenza per capire gli anni del dopoguerra.

"Tutti urlavano e schiamazzavano, rintronati dal vino; il Nini, Egidio e Milio se ne stavano intorno a un tavolino in compagnia di un gruppo di ragazzi di San Giovanni, e avevano cominciato il finale della loro domenica; la loro allegria era però un poco forzata. Ognuno aveva molti pensieri in cuore e pochi soldi in tasca."

NUMERO PAGINE: 217.
GENERE: Romanzo classico.

Per una volta tanto, vorrei commentare la scelta della citazione che ho scelto dalle pagine di questo libro. In queste poche righe mi sono venute alla mente le mie domeniche sera, soprattutto quelle d'estate... Nelle quali sei felice di essere tra amici ma hai già il pensiero di domani, e che quella imminente sarà un'altra settimana dura, e che forse quei soldi non avresti dovuro spenderli così...
Questo libro mi è piaciuto davvero moltissimo, anche se è molto breve i protagonisti li ho sentiti molto vicini, li ho osservati crescere e stare sempre uniti. E poi dare un'occhiata indietro, nell'immediato dopo-guerra e capire quante cose diamo per scontato non è affatto male come idea per crescere un po',no?


TRAMA:
Immediato dopo-guerra. Tre amici che si conoscono nel primo capitolo del libro: Nini, Egidio e Milio. Arrivano da tre paesi vicini nel Friuli. Stanno in quest'Italia festaiola ma che non ha lavoro per loro. Decidono di partire: Nini ed Egidio in Jugoslavia e Milio in Svizzera. I primi due dopo grandi stenti e fame trovano lavoro a cui si dedicano con anima e corpo ma che li lascia delusi e affamati. Decidono, per cui di tornare a casa: anche se di lavoro non c'è nè, in Italia, un panino non manca mai. Al loro ritorno c'è anche Milio che ha deciso di tornare dalla Svizzera.
In breve i disoccupati aumentano di numero a tal punto che il comunismo del tempo invita i grandi industriali ad assumere il più possibile. In questi piccoli paesi però la legge sembra non essere passata, per cui i manifestanti si trovano per far sentire ai potenti il loro diritto al lavoro. I nostri tre amici manifestano e dopo breve trovano lavoro. Egidio però, che dalla Juvoslavia era tornato molto debilitato, si ammala sempre di più. Il libro si chiude con la morte di questo, e dei suoi amici che gli sono accanto anche nell'ultimo viaggio.

Apro una parentesi,che in questo libro mi ha incantata: le donne. In quegli anni si ritrovavano alla sera, dopo che gli uomini erano ormai a dormire, nelle stalle a rammendare e a ridere di cose solo loro. Mi ha colpito tantissimo questa cosa... Sarà che di rammendare non siamo più capaci e una stalla non l'abbiamo, ma forse con queste cose abbiamo perso anche un po' dei nostri segreti.

martedì 6 novembre 2012

"Le prime luci del mattino" - Fabio Volo

"Il buio e le ombre della notte se ne stanno andando e lasciano spazio alle prime luci del mattino. Vorrei che qualcosa di simile accadesse alla mia vita."

NUMERO PAGINE: 244.
GENERE: Romanzo.

Ero in biblioteca e giravo come una trottola...la pila di libri sempre più alta mi cresceva tra le braccia... E ho visto questo libro di Fabio Volo. Non ho saputo resistere! Ne ho sempre sentito parlare nel bene e nel male che ho deciso di leggerlo! Devo dire che l'ho letto volentieri. Alcuni punti del libro, però, mi sembrano lontano dalla realtà..aggiungerei purtroppo! Mi riferisco alla parte in cui la coppia si separa e nelle pagine del libro sembrano subito riconoscere ognuno le proprie colpe parlandone insieme.

TRAMA:
Quello che ci troviamo davanti è il diario di Elena. Alcune parti sono datate e scritte in corsivo, questa è la Elena del passato che scrive, altre sono in stampatello e non datate, questa è Elena oggi che ci spiega quello che ha omesso quella di ieri.
Elena ha un matrimonio triste e noioso, in cui non si riconosce più. Quella allo specchio è una donna che vive qualcosa che non le appartiene. Paolo, suo marito, fa finta che tutto sia normale e naturale.
La vita di Elena cambia radicalmente con un uomo che la fa sentire nuova, anche solo nel modo in cui posa il suo sguardo su di lei. Sono due calamite e inevitabilmente, finiscono per aver un rapporto. Rapporto è la parola sbagliata forse, si amano solo nell'appartamento di lui... un amore carnale per l'esattezza. Ma Elena si accorge di volere di più, ma questo uomo così sicuro a letto non lo è altrettanto nelle relazioni. La vita di Elena ha continue svolte in queste poche pagine di diario.

lunedì 5 novembre 2012

"Di latte e miele" - Jean Mattern

"La nostra felicità ha forse bisogno di una zona d'ombra che faccia risaltare il suo splendore?"

NUMERO PAGINE: 99, ringraziamenti compresi.
GENERE:Romanzo.

Ho preso questo libro, perché sono convinta che riflettere sulla storia, sui grandi errori del passato,  possa farci immensamente bene. Questo libro, che ricalca quasi la storia della famiglia dello scrittore, parla dei momenti terribile che ha visto l'Europa dell'Est tra il Secondo conflitto mondiale e il terribile comunismo sovietico.

TRAMA:
Questa è la storia di un uomo che si prepara a morire.Questa è la storia del suo dolore, che racconta al figlio, pentendosi di averlo taciuto fin ora.
Racconta del suo amico Stefan, che ha perso durante la fuga dalla Romania, perché voleva seguire i tedeschi mentre lui si rifugiò a Budapest. Racconta dell'incontro con sua moglie a Parigi, di come anche lei abbia affrontato il comunismo sovietico con i manifestanti. E poi di come incontrandosi la loro vita sia diventata, finalmente "di latte e miele" incapaci di crogiolarsi nel dolore e andando avanti per la loro strada felice. Racconta ancora al figlio,
di come sia dispiaciuto di non esser stato un buon padre dopo la morte della loro primogenita, e di come Susanne si sia chiusa completamente a tutti loro, facendo solo azioni meccaniche e utili al benessere fisico della famiglia.
Insomma un uomo che in punto di morte desidera raccontare tutto anche a Stefan, al suo vecchio amico, con cui ha condiviso il dolore di pochi attimi incancellabili.

domenica 4 novembre 2012

E' tempo di una leggenda!

 Buongiorno a tutti! Oggi ho trovato addirittura due leggende. Entrambe... sui gatti!!
Fonte: dal libro "1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto"

Il gatto dell'isola di manx è famoso per essere sprovvisto di coda
Il manx è circondato da leggende affascinanti. Si racconta , ad esempio, che questo micio un tempo avesse una coda bella e folta. Ma quando ci fu il Diluvio, il gatto arrivò in ritardo all'arca di Noè, proprio quando le porte si stavano chiudendo.Per non restare a terra fece un gran balzo, entrò nell'arca, ma in quel momento la porta si chiuse e gli mozzò la coda. Un'altra storia , invece, racconta che cane e gatto erano nemici anche sull'arca di Noè e il cane, per dispetto, staccò di netto la coda al micio.Questo, vergognandosi dell'amputazione subita, si gettò in mare e a nuoto raggiunse l'isola di Man, da cui poi la razza prese il nome.



Questa leggenda è sui Birmani, gatti provvisti di straordinari occhi blu e dal manto chiaro sul corpo e scuro sulle orecchie, muso, zampe e coda.
La leggenda racconta che i gatti birmani discendono da un micio di nome Sinh vissuto anticamente nel tempio dedicato alla dea Tsun Kyan-Kse. Un giorno il tempio fu attaccato dai nemici e il gatto, che prima era bianco, assunse i colori della dea incitando i monaci a combattere.