lunedì 16 settembre 2013

Stephen (the) King - "La tempesta del secolo"

Questo più che un libro è un copione cinematografico. King stufo di veder mutilati i suoi libri, ha scritto un copione con lo scopo di farne un film.

"                                                ANNUNCIATRICE
                                                 ( voce fuori campo )
Le previsioni sono di distruzione oggi, morte domani e giudizio universale per il fine settimana. Potrebbe in effetti essere la fine della vita come noi la conosciamo.

63                                             INTERNO LINOGE
                                                         LINOGE
Mi sembra improbabile... ma si può sempre sperare. "

NUMERO PAGINE: 432.
GENERE: Horror.
PRIMA EDIZIONE: 2000.

Un libro molto differente dai soliti, proprio perché è un copione. Abituata alla scrittura super descrittiva di Stephen King mi sono trovata inizialmente disorientata... Poi l'ho trovata precisa, concisa, perfetta. Un libro mozzafiato che si legge parecchio in tensione.

TRAMA:
Quella che si sta avvicinando all'isola di Little Tall Island, dicono che sarà la tempesta del secolo. Lo sceriffo Mike, ha già preparato il municipio , l'edificio più resistente dell'isola, con cibo e posti letto, all'eventualità di un'emergenza data dalle neve. Prima che la neve invada le strade però, un ragazzino scopre l'assassinio di una vecchietta. Il colpevole sta seduto comodamente sulla poltrona della vecchietta, imbrattato di sangue, mentre sgranocchia un biscotto. Sa un sacco di cose sulle persone dell'isola, cose che nessuno, a parte il soggetto preso in considerazione, sa. Quando Mike e altri uomini lo portano nella piccola prigione, Linoge dice loro di dargli quello che vuole e lui se ne andrà. Non svela però quello che vorrebbe e in alcune parti dell'isola si verificano morti improvvise. Si scoprono infatti suicidi, accompagnate dalla scritta "DATEMI QUELLO CHE VOLETE E ME NE VADO". Linoge, si accorgono tutti, ha il potere di indurre la gente a uccidere o a uccidersi. Durante la tempesta del secolo i cittadini di Little Tall Island, dovranno affrontare anche il malvagio Linoge e decidere se piegarsi o meno alla sua richiesta.

sabato 14 settembre 2013

Pie alla cannella

Autunno alle porte? No problem!! Eccoci subito con una torta che ci trasmette tutta la magia e la dolcezza di questa stagione meravigliosa! La torta è ancora più buona se accompagnata da una bella tazzona di tè alla cannella, all'arancia o alla mela... :D Ricetta tratta dalla rivista Cucinare Bene.

Ingredienti:

  • 200 g di farina + un altro po' per l'impasto se rimane appiccicoso
  • 1 bustina di lievito
  • 80 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 80 g di burro a tocchetti freddo
  • 30 ml di acqua fredda
  • sale fino qb
Per il ripieno:
  • 2 mele
  • 50 g di zucchero
  • 30 g di burro a temperatura ambiente
  • succo di 1 limone
  • cannella
Preparazione:
Riscaldate il forno a 180°. Lavate le mele, asciugatele e sbucciatele. Eliminate i semi e tagliatele a tocchetti. Trasferitele in una ciotola, irroratele con un limone. Unite il burro, lo zucchero e 1 cucchiaino di cannella e mescolate.
A parte setacciate la farina in una terrina. Unite lo zucchero, il burro a tocchetti, il lievito, l'uovo e il tuorlo. Aggiungete un pizzico di sale fino. Bagnate con l'acqua fredda e impastate in fretta con i polpastrelli. Se l'impasto vi risulta troppo appiccicoso aggiungete ancora della farina. Stendete metà dell'impasto in una tortiera foderata di carta da forno. Coprite con le mele preparate, stendetevi sopra la pasta rimasta. ( Anche se non la coprite del tutto ma solo parzialmente non ha importanza. Consiglio comunque una tortiera di 20-22 cm. ) Infornate per 30 minuti. Servite!

giovedì 12 settembre 2013

I cinque quesiti più posti sui gatti

Sono queste le domande che più sovente mi capita di sentire sui gatti. Cercherò di rispondere un po' con l'esperienza diretta e un po' con quella acquisita dai libri.

1. Perché e come i gatti fanno le fusa? E' una domanda che spesso mi pongono i bimbi che vengono ogni tanto in gattile. In realtà una risposta certa e concreta al 100 per 100 non c'è. Tra le risposte più accreditate sul come, si pensa che ci sia una sottile striscia di cartilagine tra le corde vocali che al passaggio dell'aria vibri, dando origine al famoso "Ron ron" felino. Il perché le facciano è ancora più misterioso... Le fusa di quando ricevono le coccole sono le più famose, ma l'esperienza mi ha insegnato che i gatti le emettono anche quando stanno molto male o sono in punto di morte. So che le fusa del gatto hanno sull'uomo un effetto benefico: quando un gatto si sdraia su di noi facendo fusa il nostro battito cardiaco si regolarizza. Potrei quindi pensare che ha un effetto del genere anche su loro stessi e che quindi ne emettano nei momenti più disparati per tranquillizzarsi.

2. Perché il gatto viene, spesso, associato alle donne? Il suo carattere un po' approfittatore e "ruffiano" viene spesso messo a paragone con quello delle donne. Questo perché nel Medioevo, con il suo fare furtivo e il passo felpato, il gatto sembrava nascondere qualcosa. La chiesa pensava che fossero streghe che con i loro sortilegi avessero preso la forma dei piccoli felini. In nome di questo stupido, sciocco ed erroneo pregiudizio nei secoli bui sono stati bruciati, insieme alle loro amiche streghe, migliaia di gatti. Nonostante l'uomo abbia provato in ogni  modo a carpirne i mesteri, il gatto ci guarda ancora con lo sgurado beffardo di chi sa un segreto che non intende svelare.

3. Perché i gatti cadono sempre in piedi? E' per via della loro coda. Infatti durante una caduta il gatto utilizza la propria coda come un timone, che si sposta durante l'atteraggio, per fare ruotare il corpo e atterrare con tutte e quattro le zampe a terra. (Vedi foto)

4. Perché il gatto fa "le paste" durante le coccole? Noi gattare usiamo dire che il gatto durante le coccole fa "le paste" o "pigia l'uva" e ci capiamo subito. Si tratta infatti di quel movimento che fa, durante delle coccole particolarmente piacevoli, con le zampe anteriori. Muove le zampine in su e in giù, allargando tutti i polpastrelli e pigiandoli (per l'appunto) sul suo padrone o su una copertina. Il micio si comporta in questo modo perché associa questo momento, per lui molto bello e dolce, con quello di quando veniva allattata dalla sua mamma e per fare uscire il latte doveva spingere con le zampe sulla mammella della pancia. Molto tenero, no?

5. Perché si dice che il gatto ha sette vite? Per il suo spiccato istinto di sopravvivenza. Non è raro vedere un gatto che cade giù dal terzo piano di un palazzo e accorgersi che se ne va come se niente fosse. Oppure sentire di gatti che si districano da trappole nelle quali sono incappati, o ancora che scappano da un incendio portandosi dietro pure tutti i micini della loro cucciolata. Si sente spesso di gatti che rimangono rinchiusi in box, stive di navi e case, dimenticati per giorni e giorni e che sorprendemente rimangono in vita. Vi basti osservare un gatto ferito: una volta che si accorge di quanto è debole dorme per tempi lunghissimi ( anche più del solito ) e appena sveglio corre a mangiare per poi tornare nuovamente tra le braccia di Morfeo. E' svogliato e pigro? No... Risparmia energia. E' come se si prendesse una vacanza per recuperare tutte le forze perse.

Spero di avervi aiutato a capire qualche mistero di questo splendido, piccolo e adorabile felino.

Classica...MENTE parlando: "Il signore delle mosche" - William Golding

Pochi sanno che il signor Golding, nel 1983, vinse il premio Nobel della lettura proprio con questo libro che aveva precedentemente editato (1954).

" Dopo un po' le mosche scoprirono Simone e, ormai sazie, si posarono lungo i suoi rivoletti di sudore, a bere. Gli fecero il solletico sotto le narici, gli saltellarono sulle cosce. Erano innumerevoli, nere e d'un verde iridescente; e di fronte a Simone il Signore delle Mosche ghignava, infilzato sul bastone. Alla fine Simone cedette e riaprì gli occhi; vide i denti bianchi, gli occhi velati, il sangue... e restò affascinato, riconoscendo qualcosa di antico, di inevitabile. Sulla tempia destra di Simone, una vena cominciò a pulsare, sul cervello. "

NUMERO PAGINE: 223.
GENERE: Romanzo.
PRIMA PUBBLICAZIONE: 1980.

In questo periodo, grazie a un progetto sulla solita pagina Facebook che seguo ( Guardare di quante pagine è un libro prima di iniziare a leggerlo ), smaltirò dieci libri che ho a casa. Non dovrò prenderli in biblioteca né comprarli prima di finire questi. Probabilmente farò un piccolo sgarro, se non riuscirò a leggerli tutti e dieci, per il prossimo libro del circolo.
Ho trovato questo libro in un mercatino quest'estate e volevo proprio leggerlo, ma prendendone sempre a tonnellate in biblioteca non ci sono mai riuscita!
E' una storia molto particolare a tratti anche inquietante. Ho apprezzato molto il ritmo narrativo, che mi è sembrato molto equilibrato e gestito bene ( il tempo che trascorre nei capitoli è praticamente equo ).

TRAMA:
Dopo lo schianto di un'aereo, pieno di bambini, su un isola deserta, il caos. Nessun adulto presente sul volo è sopravvissuto e i bambini cominciano a gestirsi da soli. Ralph, uno dei più grandi, per lo spessore di carattere viene subito eletto capo, e getta alle basi della loro piccola società delle regole da rispettare. La prima e più importante è mantenere il fuoco acceso, in modo che il fumo sia visibile a miglia di distanza e i soccorsi si accorgano al più presto della loro situazione. Ma alla testa di un piccolo gruppo interno, formato dai bambini più grandi c'è Jack, che dopo aver visto un piccolo maialino, non resiste alla caccia, lasciando morire il fuoco. E' chiaro che tra i due caratteri più forti del gruppo si creano subito delle discrepanze che sfociano poi in un vero e proprio conflitto fra i due gruppi. Il gruppo dei cacciatori, guidato da Jack, riesce a uccidere una scrofa e come pegno alla bestia, che temono si aggiri sull'isola, lasciano la sua testa attaccata a un palo per ingraziarsela. Quando Simone, un ragazzino che definiscono tocco ma che è solo meno propenso all'idea di aggregazione, si trova da solo nel bosco e vede la testa della scrofa impalata e assediata dalle mosche pensa che sia il Signore delle Mosche. Nascosto nel bosco per ore, disidratato e stanco ha delle allucinazioni.
Ma quanto ci metteranno i cacciatori a diventare dei selvaggi, a eliminare le normali norme di comportamento e a far loro la regola del "vinca il più forte e il più debole soccomba" ?

martedì 10 settembre 2013

Il circolo del libro propone: "Le cosmicomiche" - Italo Calvino

" Lo so bene - esclamò il vecchio Qfwfq, - voi non ve ne potete ricordare ma io sì. L'avevamo sempre addosso, smisurata: quand'era il plenilunio - notti chiare come di giorno, ma d'una luce color burro -, pareva che ci schiacciasse; quand'era lunanova rotolava per il cielo come un nero ombrello portato dal vento; e a lunacrescente veniva avanti a corna così basse che pareva lì lì per infilzare la cresta d'un promontorio e restarci ancorata. "

NUMERO PAGINE: 145, compresa la Postfazione di Eugenio Montale, esclusi la Presentazione, la Cronologia e la Bibliografia.
GENERE: Raccolta di racconti.
PRIMA EDIZIONE: Ottobre 1993.

Libro proposto da Davide. Devo ammettere che è in puro stile Calviniano, e quindi mi è piaciuto. E' un libro che anche se sfiora la comicità guida il lettore di ad una attenta analisi di ogni singolo racconto, tutti collegati tra loro.

TRAMA:
Il vecchio Qfwfq, ha tante storie da raccontare. Tante quante i suoi anni. Non sappiamo quanti anni abbia Qfwfq; forse ha l'età dell'universo, visto che era presente prima che si formasse la via Lattea. C'era anche quando è nato il Sole, e ha cambiato la terra, ha visto la luna da vicino, quando ancora era quasi attaccata alla terra.
 E' stato un dinosauro e una conchiglia attaccata allo scoglio. E' stato innamorato molte, innumerevoli volte. Il vecchi Qfwfq ha molte risposte alle vostre domande, ma anche se riesce a prevedere molti avvenimenti non vince troppo spesso le scommesse...

lunedì 9 settembre 2013

Stufato di seitan alle olive

Questa ricetta richiede un po' di tempo ma vi assicuro che ne vale la pena. Il libro è sempre quello ( Il ricettario dell'orto ). Sta diventando per me un vero oracolo...! :) Questa ha subito un paio di modifiche da parte mia.
Ricetta per 4 persone.

Ingredienti:

  • 250 g di seitan
  • 2 spicchi d'aglio
  • 100 g di olive nere 
  • 200 g di passata di pomodoro ( io ho usato tre/quattro mestoli di quella fresca che mia mamma ha preparato con i pomodori dell'orto di mio papà )
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 3 foglie d'alloro
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale.
Preparazione:
Tagliate anzitutto il seitan a cubetti non troppo piccoli e metteteli in un tegame dove avrete precedentemente scaldato l'olio con l'aglio sbucciato e schiacciato. Unitevi anche le olive, la passata di pomodoro, la salsa di soia e un pizzico di sale ( ne è sufficiente una piccola quantità, dato che il seitan è già salato e viene impiegata anche la salsa di soia ). Coprite il tegame e cuocete a fuoco piuttosto moderato per circa 20-30 minuti, mescolando spesso. Poco prima di togliere dal fuoco aggiungete le foglie d'alloro. Accompagnate il piatto a delle fette di pane o a una bella fetta di polenta fumante.


giovedì 5 settembre 2013

Insalata di orzo ai pomodorini secchi

Stesso libro ricetta diversa! Anche questa molto buona ma io e la mamma abbiamo constatato che preferiamo il farro all'orzo. Però è buona anche quest'insalata, molto veloce da preparare!
Ricetta per 4 persone.

Ingredienti:

  • 400 g di orzo perlato
  • 100 g di pomodorini secchi
  • 150 g di mozzarella
  • 1 mazzetto di cerfoglio o prezzemolo
  • olio EVO
  • sale
  • pepe
Preparazione:
Mettete a cuocere l'orzo in una pentola, con abbondante acqua salata, quindi passatelo sotto l'acqua corrente per fermarne la cottura, dopo averlo scolato. Versatelo in un'insalatiera e conditelo con olio e pepe. Spezzettate i pomodorini e aggiungeteli all'orzo. Lasciate prendere all'orzo il sapore dei pomodorini per circa un'ora. Aggiungete la mozzarella tagliata a dadini e mescolate anche questa con l'orzo. Tritate il cerfoglio, spolverizzatelo sull'insalata e servite.