venerdì 29 luglio 2016

"Scarafaggi" - Jo Nesbø

"Vide qualcosa che si muoveva nella semioscurità, sul lavandino, un paio di antenne che oscillavano avanti e indietro. Uno scarafaggio. Era grande come un pollice e aveva una striscia arancione sul dorso. Non ne aveva mai visto uno simile prima d'allora, ma in fondo non era così strano: aveva letto che esistevano più di tremila specie di scarafaggi.
Aveva anche letto che si nascondono quando avvertono le vibrazioni di qualcuno in avvicinamento, che per ogni scarafaggio scoperto ce ne sono almeno dieci che la fanno franca. Questo significava che erano ovunque. Quanto pesa uno scarafaggio? Dieci grammi? Se tra le fessure dietro le superfici se ne nascondevano più di cento, significava che c'era oltre un chilo di scarafaggi nella stanza. Rabbrividì. Non lo consolava un granché sapere che avevano più paura di lui. A volte aveva la sensazione che l'alcol ormai lavorasse non tanto contro, quanto per lui. Chiuse gli occhi e cercò di non pensare."

NUMERO PAGINE: 431
GENERE: Thriller
PRIMA EDIZIONE: (Giulio Einaudi editore) 2015.
(Secondo capitolo della serie di Harry Hole, trovate la prima recensione qui: "Il pipistrello")

TRAMA:
Harry Hole, è stato inviato a Bangkok, per investigare sulla morte dell'ambasciatore norvegese in Thailandia.
Il caso è molto strano: prima di tutto la Norvegia non vuole assolutamente assumersi la responsabilità della diffusione dell'omicidio, anzi dichiara che l'ambasciatore è morto d'infarto. In secondo luogo poi, Harry nota, che si ha una certa volontà a voler insabbiare alcune storie note su determinati personaggi: come la pedofilia e la pederastia.
Perché tra tanti poliziotti e detective disponibili hanno scelto proprio lui, che ha problemi con l'alcol? Perché nessuno sembra voler collaborare al caso, ma anzi, si accontentano di una falsa pista pur di chiudere in fretta la faccenda? Cosa vogliono nascondere?

Il mio commento:
Inizialmente il libro procede a rilento. Obbiettivamente è molto infarcito di dettagli tecnici, economici e di marketing, che non mi hanno troppo incuriosita...
Nel complesso è un libro che si fa leggere, ma chissà perché, io preferisco Harry Hole al freddo nella sua Norvegia e non a spasso nel mondo.
L'atmosfera, a dir poco, claustrofobica di Bangkok mi ha lasciato senza fiato. Forse non sono riuscita a calarmi completamente nella parte, o forse le dinamiche dei vari omicidi, anche se le ho focalizzate, mi hanno lasciato un pochino interdetta.
Riportiamo Harry Hole nella sua fredda Norvegia, per piacere?


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