giovedì 12 settembre 2013

I cinque quesiti più posti sui gatti

Sono queste le domande che più sovente mi capita di sentire sui gatti. Cercherò di rispondere un po' con l'esperienza diretta e un po' con quella acquisita dai libri.

1. Perché e come i gatti fanno le fusa? E' una domanda che spesso mi pongono i bimbi che vengono ogni tanto in gattile. In realtà una risposta certa e concreta al 100 per 100 non c'è. Tra le risposte più accreditate sul come, si pensa che ci sia una sottile striscia di cartilagine tra le corde vocali che al passaggio dell'aria vibri, dando origine al famoso "Ron ron" felino. Il perché le facciano è ancora più misterioso... Le fusa di quando ricevono le coccole sono le più famose, ma l'esperienza mi ha insegnato che i gatti le emettono anche quando stanno molto male o sono in punto di morte. So che le fusa del gatto hanno sull'uomo un effetto benefico: quando un gatto si sdraia su di noi facendo fusa il nostro battito cardiaco si regolarizza. Potrei quindi pensare che ha un effetto del genere anche su loro stessi e che quindi ne emettano nei momenti più disparati per tranquillizzarsi.

2. Perché il gatto viene, spesso, associato alle donne? Il suo carattere un po' approfittatore e "ruffiano" viene spesso messo a paragone con quello delle donne. Questo perché nel Medioevo, con il suo fare furtivo e il passo felpato, il gatto sembrava nascondere qualcosa. La chiesa pensava che fossero streghe che con i loro sortilegi avessero preso la forma dei piccoli felini. In nome di questo stupido, sciocco ed erroneo pregiudizio nei secoli bui sono stati bruciati, insieme alle loro amiche streghe, migliaia di gatti. Nonostante l'uomo abbia provato in ogni  modo a carpirne i mesteri, il gatto ci guarda ancora con lo sgurado beffardo di chi sa un segreto che non intende svelare.

3. Perché i gatti cadono sempre in piedi? E' per via della loro coda. Infatti durante una caduta il gatto utilizza la propria coda come un timone, che si sposta durante l'atteraggio, per fare ruotare il corpo e atterrare con tutte e quattro le zampe a terra. (Vedi foto)

4. Perché il gatto fa "le paste" durante le coccole? Noi gattare usiamo dire che il gatto durante le coccole fa "le paste" o "pigia l'uva" e ci capiamo subito. Si tratta infatti di quel movimento che fa, durante delle coccole particolarmente piacevoli, con le zampe anteriori. Muove le zampine in su e in giù, allargando tutti i polpastrelli e pigiandoli (per l'appunto) sul suo padrone o su una copertina. Il micio si comporta in questo modo perché associa questo momento, per lui molto bello e dolce, con quello di quando veniva allattata dalla sua mamma e per fare uscire il latte doveva spingere con le zampe sulla mammella della pancia. Molto tenero, no?

5. Perché si dice che il gatto ha sette vite? Per il suo spiccato istinto di sopravvivenza. Non è raro vedere un gatto che cade giù dal terzo piano di un palazzo e accorgersi che se ne va come se niente fosse. Oppure sentire di gatti che si districano da trappole nelle quali sono incappati, o ancora che scappano da un incendio portandosi dietro pure tutti i micini della loro cucciolata. Si sente spesso di gatti che rimangono rinchiusi in box, stive di navi e case, dimenticati per giorni e giorni e che sorprendemente rimangono in vita. Vi basti osservare un gatto ferito: una volta che si accorge di quanto è debole dorme per tempi lunghissimi ( anche più del solito ) e appena sveglio corre a mangiare per poi tornare nuovamente tra le braccia di Morfeo. E' svogliato e pigro? No... Risparmia energia. E' come se si prendesse una vacanza per recuperare tutte le forze perse.

Spero di avervi aiutato a capire qualche mistero di questo splendido, piccolo e adorabile felino.

Classica...MENTE parlando: "Il signore delle mosche" - William Golding

Pochi sanno che il signor Golding, nel 1983, vinse il premio Nobel della lettura proprio con questo libro che aveva precedentemente editato (1954).

" Dopo un po' le mosche scoprirono Simone e, ormai sazie, si posarono lungo i suoi rivoletti di sudore, a bere. Gli fecero il solletico sotto le narici, gli saltellarono sulle cosce. Erano innumerevoli, nere e d'un verde iridescente; e di fronte a Simone il Signore delle Mosche ghignava, infilzato sul bastone. Alla fine Simone cedette e riaprì gli occhi; vide i denti bianchi, gli occhi velati, il sangue... e restò affascinato, riconoscendo qualcosa di antico, di inevitabile. Sulla tempia destra di Simone, una vena cominciò a pulsare, sul cervello. "

NUMERO PAGINE: 223.
GENERE: Romanzo.
PRIMA PUBBLICAZIONE: 1980.

In questo periodo, grazie a un progetto sulla solita pagina Facebook che seguo ( Guardare di quante pagine è un libro prima di iniziare a leggerlo ), smaltirò dieci libri che ho a casa. Non dovrò prenderli in biblioteca né comprarli prima di finire questi. Probabilmente farò un piccolo sgarro, se non riuscirò a leggerli tutti e dieci, per il prossimo libro del circolo.
Ho trovato questo libro in un mercatino quest'estate e volevo proprio leggerlo, ma prendendone sempre a tonnellate in biblioteca non ci sono mai riuscita!
E' una storia molto particolare a tratti anche inquietante. Ho apprezzato molto il ritmo narrativo, che mi è sembrato molto equilibrato e gestito bene ( il tempo che trascorre nei capitoli è praticamente equo ).

TRAMA:
Dopo lo schianto di un'aereo, pieno di bambini, su un isola deserta, il caos. Nessun adulto presente sul volo è sopravvissuto e i bambini cominciano a gestirsi da soli. Ralph, uno dei più grandi, per lo spessore di carattere viene subito eletto capo, e getta alle basi della loro piccola società delle regole da rispettare. La prima e più importante è mantenere il fuoco acceso, in modo che il fumo sia visibile a miglia di distanza e i soccorsi si accorgano al più presto della loro situazione. Ma alla testa di un piccolo gruppo interno, formato dai bambini più grandi c'è Jack, che dopo aver visto un piccolo maialino, non resiste alla caccia, lasciando morire il fuoco. E' chiaro che tra i due caratteri più forti del gruppo si creano subito delle discrepanze che sfociano poi in un vero e proprio conflitto fra i due gruppi. Il gruppo dei cacciatori, guidato da Jack, riesce a uccidere una scrofa e come pegno alla bestia, che temono si aggiri sull'isola, lasciano la sua testa attaccata a un palo per ingraziarsela. Quando Simone, un ragazzino che definiscono tocco ma che è solo meno propenso all'idea di aggregazione, si trova da solo nel bosco e vede la testa della scrofa impalata e assediata dalle mosche pensa che sia il Signore delle Mosche. Nascosto nel bosco per ore, disidratato e stanco ha delle allucinazioni.
Ma quanto ci metteranno i cacciatori a diventare dei selvaggi, a eliminare le normali norme di comportamento e a far loro la regola del "vinca il più forte e il più debole soccomba" ?

martedì 10 settembre 2013

Il circolo del libro propone: "Le cosmicomiche" - Italo Calvino

" Lo so bene - esclamò il vecchio Qfwfq, - voi non ve ne potete ricordare ma io sì. L'avevamo sempre addosso, smisurata: quand'era il plenilunio - notti chiare come di giorno, ma d'una luce color burro -, pareva che ci schiacciasse; quand'era lunanova rotolava per il cielo come un nero ombrello portato dal vento; e a lunacrescente veniva avanti a corna così basse che pareva lì lì per infilzare la cresta d'un promontorio e restarci ancorata. "

NUMERO PAGINE: 145, compresa la Postfazione di Eugenio Montale, esclusi la Presentazione, la Cronologia e la Bibliografia.
GENERE: Raccolta di racconti.
PRIMA EDIZIONE: Ottobre 1993.

Libro proposto da Davide. Devo ammettere che è in puro stile Calviniano, e quindi mi è piaciuto. E' un libro che anche se sfiora la comicità guida il lettore di ad una attenta analisi di ogni singolo racconto, tutti collegati tra loro.

TRAMA:
Il vecchio Qfwfq, ha tante storie da raccontare. Tante quante i suoi anni. Non sappiamo quanti anni abbia Qfwfq; forse ha l'età dell'universo, visto che era presente prima che si formasse la via Lattea. C'era anche quando è nato il Sole, e ha cambiato la terra, ha visto la luna da vicino, quando ancora era quasi attaccata alla terra.
 E' stato un dinosauro e una conchiglia attaccata allo scoglio. E' stato innamorato molte, innumerevoli volte. Il vecchi Qfwfq ha molte risposte alle vostre domande, ma anche se riesce a prevedere molti avvenimenti non vince troppo spesso le scommesse...

lunedì 9 settembre 2013

Stufato di seitan alle olive

Questa ricetta richiede un po' di tempo ma vi assicuro che ne vale la pena. Il libro è sempre quello ( Il ricettario dell'orto ). Sta diventando per me un vero oracolo...! :) Questa ha subito un paio di modifiche da parte mia.
Ricetta per 4 persone.

Ingredienti:

  • 250 g di seitan
  • 2 spicchi d'aglio
  • 100 g di olive nere 
  • 200 g di passata di pomodoro ( io ho usato tre/quattro mestoli di quella fresca che mia mamma ha preparato con i pomodori dell'orto di mio papà )
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 3 foglie d'alloro
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale.
Preparazione:
Tagliate anzitutto il seitan a cubetti non troppo piccoli e metteteli in un tegame dove avrete precedentemente scaldato l'olio con l'aglio sbucciato e schiacciato. Unitevi anche le olive, la passata di pomodoro, la salsa di soia e un pizzico di sale ( ne è sufficiente una piccola quantità, dato che il seitan è già salato e viene impiegata anche la salsa di soia ). Coprite il tegame e cuocete a fuoco piuttosto moderato per circa 20-30 minuti, mescolando spesso. Poco prima di togliere dal fuoco aggiungete le foglie d'alloro. Accompagnate il piatto a delle fette di pane o a una bella fetta di polenta fumante.


giovedì 5 settembre 2013

Insalata di orzo ai pomodorini secchi

Stesso libro ricetta diversa! Anche questa molto buona ma io e la mamma abbiamo constatato che preferiamo il farro all'orzo. Però è buona anche quest'insalata, molto veloce da preparare!
Ricetta per 4 persone.

Ingredienti:

  • 400 g di orzo perlato
  • 100 g di pomodorini secchi
  • 150 g di mozzarella
  • 1 mazzetto di cerfoglio o prezzemolo
  • olio EVO
  • sale
  • pepe
Preparazione:
Mettete a cuocere l'orzo in una pentola, con abbondante acqua salata, quindi passatelo sotto l'acqua corrente per fermarne la cottura, dopo averlo scolato. Versatelo in un'insalatiera e conditelo con olio e pepe. Spezzettate i pomodorini e aggiungeteli all'orzo. Lasciate prendere all'orzo il sapore dei pomodorini per circa un'ora. Aggiungete la mozzarella tagliata a dadini e mescolate anche questa con l'orzo. Tritate il cerfoglio, spolverizzatelo sull'insalata e servite.


"La spiaggia rubata" - Joanne Harris

" Ci vuole più di un ingegnere dilettante per rimodellare una costa. Più dell'invidia per rubare una spiaggia. "

NUMERO PAGINE: 430, compresi i Ringraziamenti.
GENERE: Romanzo.
PRIMA PUBBLICAZIONE: Maggio 2002.

Eccomi qui con un altro libro della Harris. Quando comincio a intravedere l'autunno, divento un po' sognatrice e cerco i suoi libri che mi portano sempre in posti meravigliosi con gente che vorrei conoscere. Il risveglio è sempre un po' troppo brusco purtroppo... 
Anche questo libro non posso non consigliarvi di leggerlo...

TRAMA:
Dopo la morte della madre, Mado torna nell'isola in cui è nata e cresciuta prima di trasferirsi a Parigi. Torna al suo paese, Les Salants, dove abita ancora suo padre. Il padre silenzioso e schivo che non fa un minimo gesto o commento entusiasta quando vede la figlia dopo anni. Gli abitanti l'avevano avvisata che avrebbe dovuto rispettare i suoi tempi. Ma la piccola Mado ha sempre fatto di testa sua...
Il paese non è cambiato e anche gli abitanti sono quelli che ha lasciato tanti anni indietro... Solo un po' più grandi, un po' più vecchi. L'unica novità è Flynn, un inglese che si è subito integrato con la gente difficile e chiusa del posto, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Rosso". Mado rimane stupita da come Flynn si sia subito integrato con gli abitanti quando lei per prima si sente un'esclusa.
Mado cerca di stimolare gli abitanti di Les Salants a migliorare l'isola a renderla migliore per loro e soprattutto per dimostrare ai fortunati abitanti di La Houssinière che anche loro possono fare qualcosa di buono: il turismo che si riversa ogni anno nella parte principale dell'isola potrebbe essere diviso tra loro.
Mentre tutta Les Salants è completamente assorbita dal lavoro di bonifica e di ristrutturazione del villaggio guidato da Flynn, Mado viene a conoscenza di piccole cose poco alla volta. Piccoli eventi che si incastrano tra loro come un terribile e affascinante puzzle.

domenica 1 settembre 2013

Peperoni ripieni

Questa settimana era il mio compleanno ( il 28 agosto )... Oltre ai regali per arredare la casa ( ormai è imminente il trasloco mio e di Davide, circa un paio di mesi ), mi sono arrivati due tessere dal valore complessivo di 70 euro per l'acquisto di libri ( Yupiiiiiieeee!! ) e due libri, uno da cui ho preso spunto per questa ricetta. Il libro si chiama " Il ricettario dell'orto " di Giunti al Punto. Sono super felice di questo libro, perché ci sono ricette esclusivamente vegetariane!! 
Vi scrivo la ricetta per 4 persone, anche se noi l'abbiamo fatta con le dosi dimezzate poiché siamo solo in due! ;)

Ingredienti:

  • 4 peperoni gialli
  • 2 peperoni rossi
  • 1 cipolla
  • 4 patate di piccole dimensioni
  • 6 uova ( mi raccomando solo di quelle di galline libere di razzolare all'aperto )
  • 300 g di pomodori ( noi abbiamo messo i datterini )
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • burro
  • olio EVO
  • sale
  • pepe
Preparazione:
Lessate le patate in acqua leggermente salata. Scolatele, lasciatele raffreddare, pelatele e tagliatele a cubetti. Mondate i peperoni. Tagliateli a metà, eliminate peduncoli, semi e filamenti poi tagliate quelli rossi a listarelle. Tritate la cipolla e mettetela in un tegame con 3-4 cucchiai d'olio. Quando comincerà a imbiondire, unite i peperoni rossi e i filetti di pomodoro; salate, pepate e cuocete a fuoco dolce per circa 30 minuti. Sbattete le uova in una terrina con un pizzico di sale. Versate in una padella, aggiungete una noce di burro e mescolate con un cucchiaio di legno. Cuocete a fuoco molto basso, continuando a mescolare, fino a quando il composto non si sarà rassodato. Togliete dal fuoco, unite le patate, il parmigiano grattugiato, pepate, aggiustate di sale e riempite con questo composto i mezzi peperoni gialli.
Sistemate i peperoni ripieni in una teglia, con un goccio d'acqua sul fondo, e infornate a 180° per 20 minuti. Suddividete l'intingolo di peperoni rossi nei piatti individuali caldi, accomodate in ciascuno 2 mezzi peperoni gialli e servite.

Deliziosi!!!!