venerdì 13 gennaio 2017

Broccoli deliziosi.

Ciao ragazzi!!
Siete già alle prese con la dieta? Dario ha innalzato il limite di tolleranza a zero, mi ha chiesto più verdure e meno schifezzine (tipo antipasti, patatine, pizzette ect.).
Vabbè ricominciamo a mangiare sano... Ho fatto il pieno di frutta e verdura e sono tornata a casa.
Questi broccoli, nella foto sono quelli romaneschi, sono davvero deliziosi cucinati in questa maniera.
Anche se non ho la foto, io l'altro giorno ho cucinato la variante con il riso. Buonissimo. Davvero. Io ve li presento tutti e due!
Pronti?

Ingredienti: (per due persone)

  • 1 broccolo (anche romanesco se lo gradite)
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 peperoncino
  • un cucchiaino di semi di papavero
  • sale
per la variante con il riso:
  • 100 g di riso

Preparazione:
Mettete una pentola con abbondante acqua sul fuoco. Quando arriva a ebollizione salate. Nel frattempo lavate accuratamente il vostro broccolo e tagliatelo a pezzi di circa un cm, attenzione a tagliarlo in modo che le cimette rimangano integre.
Mettetelo a bollire per circa 20 minuti o finché la forchetta lo attraversa.
Pulite lo spicchio d'aglio, privatelo dell'anima e tagliatelo finemente. Fate lo stesso con il peperoncino.
Scolate i broccoli lessati.
In una padella capiente mettete, con due cucchiai d'olio, l'aglio e il peperoncino, finché non sara leggermente imbiondito. Alzate la fiamma quando aggiungete il broccolo, salatelo e aggiungete i semi di papavero. Aggiungete ancora un cucchiaio d'olio e ultimate la cottura a fuoco medio-basso per circa 10 minuti
Buonissimo contorno!

Variante:
Mentre il broccolo salta in padella con aglio, olio, peperoncino e semi di papavero, cuocete il riso in abbondante acqua salata.
Portatelo a cottura, scolatelo e aggiungetelo in padella con il broccolo. Fate saltare tutto per pochi minuti a fuoco lento e se vi sembra asciutto aagiungete un filo d'olio.
Servite subito e gustate!

"Cuore di pietra" - Sebastiano Vassalli

"Quando gli operai tolsero le grate di canne e demolirono le impalcature, nel sole ancora caldo di una bella giornata di settembre, la nuova casa apparve finalmente com'era, troppo grande e troppo bianca rispetto al resto della città e alle casupole che la circondavano."

NUMERO PAGINE: 286
GENERE: Romanzo storico.
PRIMA EDIZIONE: Einaudi - 1996.

TRAMA:
Questa è la storia di una casa, costruita alla fine del 1800, e delle persone che l'hanno abitata.
La protagonista è stata pensata da un architetto con manie di grandezza che l'ha costruita grande, bianchissima con grandi colonne di marmo e ad un prezzo esorbitante, per il conte Basilio, che voleva sì una casa grande, ma non si aspettava certo una reggia maestosa e costosissima.
La casa verrà abitata fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale da famiglie che cercheranno di prendersi cura della casa, e dei suoi acciacchi dati dall'età.

Il mio commento:
Non è il suo libro migliore, sicuramente Vassalli ha scritto di meglio.
Comunque mi è piaciuta l'idea di dividere il libro in racconti, che parlano sempre della casa e sono temporalmente legati, ma hanno dei cambi di personaggi o spesso dei balzi nel tempo.
Cosa che adoro, ma questa è una caratterista propria di Vassalli che si ritrova in tutte le sue opere, è di contestualizzare perfettamente il libro in un dato contesto storico facilmente intuibile per rimandi e situazioni.

lunedì 9 gennaio 2017

"Il commissario Maigret" - Georges Simenon

"Verso le tre, quando aveva lasciato Parigi, la folla brulicava ancora nel pallido sole d'autunno. Poi, verso Mantes, si erano accese le lampade dello scompartimento. Sin da Evreux, fuori era buio.
E, ora, attraverso i vetri su cui gocciolavano gocce di vapore denso, si scorgeva una nebbia spessa che foderava in un alone le luci della strada ferrata. Sprofondato in un angolo, la nuca appoggiata  alla sponda del sedile, Maigret, seguitava ad osservare con gli occhi socchiusi, i due personaggi così diversi l'uno dall'altro che gli sedevano di fronte."

NUMERO PAGINE:436.
GENERE Raccolta di romanzi gialli.
PRIMA EDIZIONE: Arnoldo Mondadori Editore S.p.a - 1988

I ROMANZI:

  • "IL PORTO DELLE NEBBIE": A Parigi, nel distretto del commissario Maigret viene portato un uomo che non si ricorda nulla: non sa chi è, da dove viene e perché ha una grossa cicatrice in testa molto recente. A dissipare i dubbi arriva la domestica, molto legata all'uomo, che si rivela essere l'ex capitano della marina Joris. Maigret vuole andare più a fondo alla questione, ed è per questo che li accompagna a casa loro, ad Ouistreham. L'uomo era improvvisamente scomparso da casa tre giorni prima e viene ritrovato a Parigi. Ancor più strano è che il giorno dopo il suo rientro nel piccolo paese, dominato dal porto, l'ex capitano Joris viene trovato morto.
Questo romanzo mi è molto piaciuto, ma devo ammettere che l'intera raccolta di inchieste di Maigret presenti in questo libro, è completamente riuscita. Molto ben delineati i pensieri del commissario, e la sua attenzione per i movimenti del corpo e delle cose non dette di coloro che interroga. 


  • "IL PAZZO DI BERGERAC": Il nostro commissario sta andando a trovare un amico in campagna ed è sul treno che da Parigi lo porterà a destinazione. Ha sonno e cerca una cuccetta nella quale riposare, ma il signore che dorme sopra di lui è molto agitato. Quando quello decide di alzarsi Maigret, spinto da curiosità, lo segue e spia i suoi movimenti. Figuratevi la sua sorpresa quando questo si butta dal treno in corsa, e il nostro lo segue e si becca una pallottola. Ma non è tutto! Quando Maigret si sveglia in ospedale, le autorità della città credono che sia lui il pazzo che uccide le giovani donne nelle zone isolate di campagna, finendole con uno spillone nel cuore. Chiarito l'equivoco, dal letto dell'albergo in cui si trova, Maigret decide di indagare... Trovandosi molti ostacoli davanti e pochissima disponibilità nell'essere aiutato da parte di coloro che interroga.
Wow!! Bello: diversissimo dall'impostazione statica del classico caso di omicidio che generalmente Simenon scrive per Maigret. Di spicco anche la figura della moglie, la signora Maigret, che si rivela essere un'ottima moglie che aiuta in tutto il marito, compreso anche l'indagare per lui.


  • "IL CASO SAINT-FIACRE": A Maigret, in commissariato, arriva uno strano messaggio: ci sarà un delitto presso la chiesa di Saint-Fiacre durante la prima messa del giorno dei Defunti. Maigret non può sentirsi non partecipe perché questa è la cittadina che gli ha dato i natali e in cui è cresciuto.
    Si reca quindi a messa, la prima nel giorno dei morti, e scruta tutto intorno a lui. Nota una donna che si inginocchia a pregare e nasconde il viso fra le mani. Ma una volta che la messa è conclusa, la donna non toglie le mani dal volto e non si rialza: Maigret constata che la donna è deceduta. La profezia si è avverata e il nostro commissario si dovrà dare da fare.
Romanzo molto incalzante che inchioda il lettore alle sue pagine. Molto arguto e astuto anche l'assassino. Ho molto apprezzato le parti in cui Maigret ricorda la sua vita precedente, quando era solo un bambino e di come vedeva le cose, le persone e le strade all'epoca e come ora vede la realtà di quel paese in maniera diversa, ovviamente, poiché adulto.


  • "IL NIPOTE INGENUO": E' notte fonda quando Philippe, il nipote di Maigret, bussa come un pazzo alla porta del commissario, ormai in pensione. Il ragazzo è disperato: stava seguendo un uomo, che aveva precedenti come spacciatore, e nascostosi nel locale del delinquente in chiusura, si ritrova da solo con lui. Ma forse non così soli, visto che qualcuno spara all'uomo e Philippe preso dal panico, imbratta la scena del crimine con le sue impronte toccando l'arma del delitto e poi corre a casa degli zii. Maigret si ritrova a dover aiutare il nipote a Parigi, a forzare la collaborazione con quei poliziotti che erano prima suoi colleghi, e ora incriminano Philippe per omicidio.
Molto intrigante anche quest'ultimo romanzo contenuto in questo libro. Mi è dispiaciuto molto vedere che per Maigret la collaborazione con la polizia è stata molto difficile e scoordinata. Del resto il nostro è un EX commissario e colui che è incriminato è SUO nipote, ma i colleghi sono comunque poliziotti e vedono di malocchio l'intromissione di Maigret.

sabato 7 gennaio 2017

Kahlo - Andrea Kettenmann

"<<Avevo sette anni quando ci fu la Decena Tràgica e vidi con i miei occhi la lotta tra i contadini di Zapata e i Carrancisti.>> Così scrive sul diario Frida Kahlo (1907-1954) agli inizi degli anni quaranta, ricordando la rivoluzione messicana (1910-1920). L'artista s'identificò a tal punto con questo avvenimento da indicare il 1910 come sua data di nascita ."

NUMERO PAGINE: 96.
GENERE: Saggio artistico.
PRIMA EDIZIONE: Taschen - 2015.

COSA TROVATE NEL LIBRO:
Un'esaustiva raccolta delle opere di Frida Kahlo, e un accenno alla sua vita privata, ai suoi dolori (il suo incidente in pullman, i tradimenti del marito e la fragilità della colonna vertebrale che infine la inchiodò a letto.), alle sue forti idee politiche e ai suoi amori. Perché Frida Kahlo quando dipingeva lo faceva senza filtri, sapeva dipingere l'anima. Le opere più famose e che vi vengono in mente pensando a lei, sono autoritratti che lei faceva a se stessa attraverso uno specchio, ma quella che ho preferito io è "Mosè" o "Nucleo solare".

Il mio commento:
Ho iniziato l'anno col "botto" dedicandomi a Frida Kahlo.
La storia dell'artista è affascinante, si sa, ma purtroppo in questo libro è appena accennata. Sono invece descritte molto bene le sue opere più famose e molte di quelle minori. Mi dispiace solo che non siano riusciti a fare una corrispondenza opera-descrizione nella stessa pagina, e che quindi si trovi il commento di un tale dipinto sia da andare poi a confrontare a pagine di distanza.

lunedì 2 gennaio 2017

"Cell" - Stephen King

"La lunga esperienza gli aveva insegnato che il modo migliore per arrivarci era passando dalla porta di servizio. Così appoggiò la testa al legno che celava la lastra d'acciaio e chiuse gli occhi immaginando una tavola a fumetti. Non una pagina del Dark Wanderer, perché il suo Dark Wanderer era kaput e nessuno lo sapeva meglio di lui; visualizzò una tavola a fumetti a pagina intera. Intitoliamolo Cell, in attesa di qualcosa di meglio, un'avvincente saga da fine del mondo in cui orde di cellulati fronteggiano gli ultimi, pochi essere umani normali..."

NUMERO PAGINE: 503.
GENERE: Apocalittico/ Horror.
PRIMA EDIZIONE: Pickwick - Novembre 2013.

TRAMA:
Clay è per le strade di Boston, quando accade. E' il primo ottobre ed è una bellissima giornata. In un attimo il mondo crolla. Si trova vicino a due ragazzine, una al telefono, l'altra con le cuffie. E' un attimo: impazziscono. Una si scaglia verso l'altra, la morde, la uccide. Poi passa ad una signora vicino a lei, le strappa la carotide a morsi.
Tutti quelli al telefono subiscono una sorta di regressione che li tramuta in bestie fameliche e feroci.
Subito il pensiero di Clay è quello di cercare un rifugio e gente normale come lui, che si è tenuto lontano dall'impulso dei cellulari.

Il mio commento:
Forse il mio preferito del Re.
L'azione si svolge veloce, la tensione all'interno delle sue pagine è sempre alta, si ha sempre l'impressione di essere sul filo del rasoio.
Con "Cell", King tiene il lettore incollato alle pagine, tesse la tela dell'impulso dei cellulari, in maniera magistrale, insinuando sempre un piccolo dubbio nella mente di chi legge.

"Il valzer lento delle tartarughe" - Katherine Pancol

" <<E' duro essere una donna sola. Bisogna essere solida, energica, decisa, e non è veramente il mio caso. Io sarei più una lenta, così lenta...>>
<<Una tartarughina?>> suggerì Lefloc-Pignel posando su i lei uno sguardo benevolo.
<<Una tartarghina che avanza a due chilometri all'ora e muore di paura.>>
<<Mi piacciono molto le tartarughe>>, riprese Lefloc-Pignel, con voce dolce. <<Sono animali molto affettuosi, sa, molto fedeli...Vale davvero al pena di interessarsi a loro.>>"

NUMERO PAGINE: 602.
GENERE: Romanzo. (2° della trilogia, qui il primo: "Gli occhi gialli dei coccodrilli")
PRIMA EDIZIONE: Dalai Editore - 2008.

TRAMA:
Dopo la scandalo del libro di Josephine, Iris è in un istituto per malattie mentali, perché è troppa la delusione per essere stata scoperta per quel successo che non spettava a lei ma alla sorella.
Josephine, nel frattempo, cerca di godersi il suo giusto guadagno, si concede delle piccole soddisfazioni e cambia casa con sua figlia Zoe.
Hortense, la figlia maggiore, è invece volata a Londra per studiare moda.
Josephine sta ritrovando un certo equilibrio fino a quando alcuni indizi non le installano il dubbio che suo marito non sia davvero morto, divorato da coccodrilli. Oltretutto sta perdendo la testa per due uomini: Luca, un italiano bello e tenebroso, e suo cognato Philippe, ormai solo con Iris in terapia, si era già accorto di non amare più sua moglie e di provare molto interesse per Jo.
In più nel quartiere di lusso in cui si è trasferita ci sono degli omicidi, le vittime sempre donne, e anche Jo viene attaccata, ma riesce a salvarsi....

Il mio commento:
Mi sto infliggendo una tortura con questa trilogia, lo so. 
Non mi piacciono questi libri, li trovo noiosi. Forse questo è stato ravvivato da una parte intrigante che è quella degli omicidi, ma per il resto non ci siamo.
Decisamente troppo lungo. 
Purtroppo sto leggendo il terzo, per il semplice fatto che odio lasciare le cose a metà. Ma è una costrizione, non un piacere.

I miei auguri di un buon 2017!!

Ciao a tutti ragazzi!!
Scusate l'assenza prolungata, ho letto e cucinato, ma non facevo mai in tempo a scrivere sul blog.
Vi voglio augurare un fantastico 2017!
Speriamo sia un bellissimo anno, pieno di letture, mici e viaggi.
Noi in chiusura dell'anno siamo stati a Trieste tre giorni e devo dire che è una città incantevole. Veramente una bella città.Vi consiglio di visitarla.

La foto che vedete l'ho scattata con il castello di Miramare, che è facilmente raggiungibile in pullman da Piazza della stazione.
Il progetto e il castello è stato voluto dall'imperatore del Messico Massimiliano, come residenza per le vacanze, essendo lui però di origine asburgica, ovviamente.
L'interno del castello è dedicato per metà alle sue stanze e a quelle della moglie, nei piani superiori, invece, ad Amedeo di Savoia che ha ammobiliato la casa in maniera più moderna ma anche molto modesta, e che il popolo triestino amava per la sua umiltà perché pur essendo un nobile stava sempre in mezzo alla gente e non ostentava la sua ricchezza.


Comunque non preoccupatevi, comincerò subito a recuperare il tempo perduto scrivendo i post delle letture che ho concluso a dicembre.

Abbraccio voi e i vostri amici pelosi!
Un saluto anche da Dora, Ringo e Star.