Un fatto irrilevante, che non meritava la minima attenzione. Del resto, tutta la faccenda era ridicola, e Maigret aveva voglia di liberarsene con una bella alzata di spalle.
Perché dare tanta importanza al fatto che con ogni probabilità Cavre si recava come lui a Saint-Aubin?"
NUMERO PAGINE: 153.
GENERE: Giallo.
PRIMA EDIZIONE: 1999.
Devo ammettere che questo libro mi ha fatto sollevare il sopraciglio più di una volta... Mi ha lasciato l'amaro in bocca. Per questo motivo ho preferito il precedente volume.
TRAMA:
L'ispettore Maigret viene convocato da un suo amico giudice per risolvere un caso lontano da Parigi. Nel piccolo paesino in cui vive, infatti, è stato trovato il cadavere di un giovane ragazzo vicino alla ferrovia e si vocifera che sia lui il colpevole. Maigret quindi è ingaggiato, in via non ufficiosa, a risolvere il caso e a tenere a freno le malelingue. Quando giunge alla stazione dei treni si accorge di un suo ex collega e sottoposto, l'ispettore Cavre chiamato Cadavre per scherno, che finge di non vederlo. Maigret e Cadavre scendono alla stessa fermata. Subito l'ispettore segue con sguardo sospettoso l'ex collega. Che ci fa anche lui qui? Non può essere un caso.
Malgrado l'accoglienza apparentemente calda da parte del cognato del giudice, Maigret capisce immediatamente che non è ben vista la sua indagine. Seguendo comunque la pista che ha davanti e continuando anche a osservare le mosse di Cavre, Maigret riuscirà a risolvere anche questo caso.
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