Quindi, prese tre carte dal mazzo e le mostrò a Massimo. Due fanti ed un asso. Sorridendo, prese due carte tra le dita della mano destra e una nella sinistra, tenendole tra pollice e medio; e con un gesto lento ed elegante, dopo essersi assicurato che Massimo stesse guardando, le fece scivolare a faccia in giù sul piano del tavolo. Fatto questo, guardò Massimo e gli mostrò le carte con la mano.
Troppo facile, pensò Massimo. Si è mosso con la velocità di un bradipo malato. L'asso è quello nel mezzo.
Con molta meno grazia di Aldo, prese la carta nel mezzo e la voltò.
Fante di picche."
GENERE: Giallo.
PRIMA EDIZIONE: (Sellerio editore Palermo) 2008.
Continuo con la "saga" del BarLume. (fuori due, ne rimangono tre!)
Ammetto che questo volume, non è stato di mio gradimento quanto il primo. Forse perché ci sono troppi intrecci nelle indagini per poiché duecento pagine. Per questo un po', dal mio punto di vista, il libro ne ha risentito.
Nulla togliere alla simpatia dei vecchietti arzilli che frequentano il bar, e a Massimo, il mio "barrista" preferito.
TRAMA:
Aldo, che fa parte della cricca dei vecchietti che sono ogni giorno al BarLume e fiero proprietario del ristorante "Boccaccio" di Pineta, e Massimo, sono stati ingaggiati per fare da catering ad un congresso, in cui sono affluiti molti scienziati e ingegneri da tutto il mondo.
Mentre sono in chiusura della prima giornata, succede qualcosa: uno dei più anziani, un professore giapponese, ha sbattuto la testa contro l'angolo di un mobiletto in camera e trasportato al Pronto Soccorso.
Il giorno dopo viene comunicato che, l'anziano professore, è morto per un arresto respiratorio all'ospedale. Ma come può una botta in testa causare un arresto respiratorio?
Questo caso viene seguito dal commissario Fusco, ma in primis dai vecchietti del BarLume e da Massimo che si rivelerà, come già in precedenza, utilissimo alle indagini.